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Volontariato: crescere e fare rete per contare

Sono 350 le associazioni che attualmente aderiscono a Volontarinsieme – Csv Treviso. I programmi del neopresidente Alberto Franceschini, che ha presentato il Progetto Stacco per il trasporto sociale

Volontariato: crescere e fare rete per contare

Un volontariato sempre più partecipe e protagonista, consapevole del proprio ruolo, capace di coordinarsi e fare rete, per rispondere ai bisogni delle persone, ma anche per contare e partecipare alle scelte pubbliche: è il volto del volontariato trevigiano così come lo desidera e lo ritrae il nuovo presidente di Volontarinsieme – Csv Treviso, Alberto Franceschini.
Con la sua esperienza pluriennale nel mondo del volontariato, Franceschini si è presentato alla stampa nei giorni scorsi delineando gli obiettivi per il prossimo triennio, in un periodo in cui il volontariato è chiamato a nuove sfide, contenute anche nella riforma del terzo settore e del non profit.
Sono 350 le associazioni che attualmente aderiscono a Volontarinsieme – Csv Treviso, in un territorio dove l’Istat stima la presenza di circa 80mila volontari attivi. “Il volontariato trevigiano è molto partecipe e sensibile, questo anche grazie alla gestione propositiva e stimolante di Adriano Bordignon che ringrazio per il lavoro svolto in questo triennio – dichiara Franceschini –. Uno dei primi obiettivi del mio mandato sarà includere altre associazioni e fornire loro anche un supporto amministrativo e gestionale, contro la burocrazia farraginosa della nostra Regione che spesso disincentiva le associazioni a iscriversi al registro. Un’altra questione che mi sta particolarmente a cuore è il lavoro di rete, che va incentivato anche attraverso l’istituzione di coordinamenti o di consulte delle associazioni”.
Fondamentale il ruolo politico del volontariato, al punto che Franceschini ritiene essenziale misurarsi con i candidati alle elezioni regionali, per conoscere i loro programmi sul sociale. Importante, anche, la costituzione del Forum Provinciale del Terzo Settore dove cooperative, associazioni di promozione sociale e volontariato elaborino le loro proposte per il territorio, “perché siamo un’antenna sensibile non perché rispondiamo alle richieste dei Comuni, ma perché intercettiamo i bisogni delle persone. Gli enti locali, quindi, dovrebbero confrontarsi con il volontariato anche quando si tratta di costruire i propri bilanci”.
Non solo, per il neopresidente è tempo di scoprire e valorizzare il contributo, anche in termini economici, che il volontariato e tutto il mondo del Terzo settore forniscono al benessere collettivo delle comunità. Una ricerca che potrebbe svolgere un “rinato” Osservatorio sull’Economia civile costituito dalla Camera di Commercio alcuni anni fa.
E se le risorse disponibili per i Csv continuano a diminuire,  “è giunto il momento di dare vita ad una Fondazione di Comunità alla quale far partecipare Comuni, Ulss, associazioni imprenditoriali e banche, in grado di canalizzare risorse verso il Terzo settore, e quindi il bene comune”. Ma lo sguardo di Franceschini va oltre e valuta il contesto regionale, proponendo di bypassare la Conferenza regionale del volontariato, “troppo istituzionale”, e promuovendo l’autoconvocazione del volontariato veneto, una sorta di “stati generali” veneti, prima della convocazione nazionale del prossimo maggio.
Durante l’incontro del neopresidente con la stampa è stato presentato il progetto “Stacco” (vedi box a fianco), promosso e finanziato da Volontarinsieme – Csv Treviso su bando della Regione e rivolto alle persone con difficoltà fisiche o svantaggiate per favorirne la mobilità.

 

Il Progetto Stacco per il trasporto sociale. Un numero verde per le richieste

Oltre 40 associazioni coinvolte con 420 volontari impiegati, 70 mezzi a disposizione, 25 Comuni (ma altri stanno aderendo), Provincia di Treviso, le tre aziende sanitarie Ulss 7, 8 e 9: sono i numeri che compongono la rete del progetto “Stacco”, ovvero l’offerta di trasporto sociale di soggetti fragili o svantaggiati.
Il progetto ha l’obiettivo di organizzare, in un’ottica di sistema, i trasporti sociali che già da tempo vengono realizzati sul territorio provinciale, in particolare quelli non compresi in convenzioni tra organizzazioni di volontariato e Istituzioni. Il tutto nell’ottica di ottimizzare le risorse a disposizione, sia per i mezzi che per il tempo dedicati dagli autisti volontari. Si andrà a istituire un sistema di rete territoriale provinciale di trasporto “a chiamata” che garantirà il massimo utilizzo dei mezzi e una risposta ottimale alla domanda, sempre crescente, di trasporto di persone in difficoltà, anche solo perché il loro territorio è poco servito dal trasporto pubblico. “E’ un servizio di trasporto e accompagnamento - ha sottolineato il presidente di Volontarinsieme – Csv Treviso, Alberto Franceschini, durante la presentazione -, ci tengo a sottolineare che le persone vengono accompagnate, con attenzione e cura. E non solo alle strutture sanitarie, ma anche in luoghi di ritrovo e di socialità, perché possa crescere la qualità della loro vita. E i nostri autisti - volontari avranno delle occasioni di formazione”.
E’ stato istituito il numero verde 800 68 50 90, attivo dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.30, per accogliere le richieste dal territorio. Il costo del progetto “Stacco” è di 168 mila euro, 140 dei quali finanziati dalla Regione, e i restanti dagli enti locali che aderiscono al progetto.

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