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Volontariato: tagli che preoccupano

Le perplessità del Volontariato trevigiano sulle scelte del Governo, che si trasformano in tagli ai progetti. Nel 2020, ad esempio, i giovani impegnati nel Servizio civile potrebbero passare da 240 a 100.

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Volontariato: tagli che preoccupano

Non è solo una preoccupazione per il mondo del volontariato, per le tante attività, per i progetti, per le iniziative messe in campo negli anni. Ciò che muove il Centro servizi per il volontariato di Treviso - Volontarinsieme, in questi giorni, alle prese con l’analisi dei tagli previsti nella legge di Bilancio, è la preoccupazione per il tessuto sociale del territorio, per la qualità della vita comunitaria delle nostre città e dei nostri paesi, cresciuta anche intorno alla felice collaborazione tra Terzo settore e Istituzioni, tra associazioni di volontariato e Comuni. Ed è la preoccupazione, soprattutto, per il rischio che tanti giovani non possano più “scoprire” il mondo del volontariato. “Con il taglio previsto al fondo nazionale per il Servizio civile - spiega in una conferenza stampa il presidente di Csv - Volontarinsieme Treviso, Alberto Franceschini -, nel 2020, in base ai bandi 2019, avremo ridotti della metà i posti per i giovani del Servizio civile: dai 240 del prossimo anno a 100-120. Un arretramento pesante, in contraddizione rispetto alla dichiarata volontà di far crescere l’impegno dei giovani nel sociale, nella solidarietà. Ricordo quando pochi anni fa si immaginava il servizio civile universale. E’ un’inversione di tendenza che ci preoccupa - aggiunge -. Ci preoccupa anche il taglio legato alla progettualità del Terzo settore e all’applicazione della nuova legge per quanto riguarda la costituzione del Registro unico nazionale”.
Fondi dimezzati. Il Volontariato della provincia di Treviso in pochi anni, dalla crisi del 2008, ha visto ridotti i fondi a disposizione per i diversi progetti da 1,1 milioni di euro a 500mila euro. Un taglio di risorse drastico che ora sembra ulteriormente compromesso.
Un’altra questione calda che si ripercuote sul volontariato è quella che riguarda le Fondazioni bancarie: la legge di stabilità, infatti, elimina la detassazione per i contributi erogati al Fondo contro la povertà minorile: “un errore stategico di questa legge finanziaria” lo definisce Farnceschini.
Piano sociosanitario. Al centro della riflessione del Volontariato trevigiano anche il Piano sociosanitario regionale, approvato in questi giorni in V Commissione ed ora al vaglio del Consiglio. “Spero che potremo presto organizzare una riflessione generale su questo piano con l’Ulss e tutte le Amministrazioni della provincia di Treviso. Noi - aggiunge Franceschini - abbiamo presentato delle osservazioni perché ci pare ridimensionato nell’ambito sociale”. Non fa dormire sonni tranquilli al Volontariato trevigiano nemmeno la parte della riforma del Terzo settore che delinea le modalità di rapporto con gli enti pubblici, in particolare i Comuni.
I numeri positivi. L’incontro del 13 novembre è stato, però, anche l’occasione per presentare i dati positivi dei progetti riguardanti i percorsi di accoglienza personalizzati, illustrati da Alessia Crespan: il “Progetto vicinanza prossimità sostegno”, con il quale il lavoratore espulso dal mondo del lavoro, che riceve sostegno al reddito, dedica parte del suo tempo ad un servizio di volontariato in un’organizzazione del territorio, e vede integrato il suo assegno mensile da parte di Ebicom: dal 2014 ad oggi sono state quasi 100 le adesioni; e il progetto Ria (reddito di inclusione attiva), in collaborazione con i Servizi sociali di una decina di Comuni, rivolto a persone in fragilità per favorirne l’integrazione nel tessuto sociale, con un piccolo sostegno al reddito e la collaborazione ad attività di volontariato: 30 le realtà coinvolte (21 associazioni e 3 cooperative sociali) e 44 i percorsi attivati, di cui 38 attualmente attivi.
Importanti anche i numeri del Progetto Stacco, per il trasporto sociale: nel 2018 sono stati percorsi 190mila chilometri, trasportando 4.500 persone, per 8.500 ore di servizio grazie a 270 autisti volontari. Un ritratto importante, di una realtà viva e attiva, quello del Volontariato trevigiano, che raggruppa 350 associazioni e circa 9.500 volontari. Una bella dote da portare nella prevista fusione con la realtà di Belluno, come prevede la riforma. (A.C.)

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