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Voto anticipato, Candura (Lega): "Ora un Governo forte"

L'intervista al senatore: "Sorpreso di come sono andate le cose"

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Voto anticipato, Candura (Lega): "Ora un Governo forte"

Vista dalla “pancia” del Senato, la crisi più pazza del mondo ha avuto un esito davvero imprevisto. A restare spiazzati, non sono solo i parlamentari che hanno votato il Governo Draghi, ma anche coloro che quella fiducia, alla fine, non l’hanno votata. A ricostruire gli ultimi giorni della legislatura è il senatore trevigiano della Lega Massimo Candura, secondo il quale, tuttavia, le elezioni anticipate sono un momento di chiarezza: “Spero che ci sia uno schieramento vincente, che abbia un appoggio forte e possa fare le riforme di cui il Paese ha bisogno”. E, ovviamente, spera che questo schieramento sia quello di centrodestra.

Senatore, davvero non se lo aspettava?
Personalmente, mi ha colpito che il 14 luglio il M5S non abbia votato la fiducia al Governo. Hanno acceso una miccia, senza rendersi conto di cosa avrebbero scatenato, ma il significato politico di quel gesto era chiaro. E poi, mi ha colpito il ruolo giocato da Mario Draghi, che si è messo in gioco anche come persona, e del resto nessuno di noi è una macchina. Mi ha sorpreso, e non solo a me, il suo discorso durissimo, pronunciato con una sicurezza ostentata. Noi senatori pensavamo che si andasse verso una ricucitura, ma devo dire che il discorso del premier non è stato certo conciliante.

E come si è arrivati, alla fine, alla rottura?
Noi non eravamo contrari alla fiducia a Draghi, era però chiaro che dopo il gesto del M5S di doveva ripartire su basi nuove. Ma dal Pd abbiamo trovato un muro, e le cose sono precipitate. Le elezioni non ce le aspettavamo, ma non ci fanno paura.

La preoccupazione per le prossime scadenze del Paese è forte, non trova?
E’ importante che si voti entro settembre, così ci sarà il tempo per approvare la Finanziaria e i decreti del Pnrr. E’ chiaro, c’è preoccupazione per ciò che succederà a livello economico, ma anche per la guerra in Europa. Faccio parte della Commissione Difesa, noto che nelle relazioni internazionali è stato rotto il tabù della guerra. Papa Francesco ha parlato di “terza guerra mondiale a pezzi”. Ora questi “pezzi” sono molto più grandi. Ma proprio perché lo scenario è così delicato, sono convinto che serva un Governo forte, con il consenso popolare.

Molti imprenditori, che di solito votano Lega, sembrano pensarla diversamente…
Vivo fra Treviso e Villorba, parlo con molta gente. Capisco il disorientamento dell’opinione pubblica, ma devo anche dire che la gente comune, in prevalenza, è contenta di andare al voto. Ripeto, spero in un Governo forte, che non debba procedere ad alleanze innaturali, che poi non soddisfano chi le fa.

Intanto l’autonomia del Veneto neppure stavolta è andata in porto. Zaia rischia di concludere i suoi 15 anni di presidenza senza ottenere questo risultato.
Nella nostra agenda non viene meno, e i parlamentari veneti eletti la porteranno avanti. Spero che non si riparta da zero, in ogni caso ho dei dubbi che con questo Governo si sarebbe arrivati a qualche risultato.

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