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Zaia: niente addizionale Irpef per la Pedemontana

Non ci sarà bisogno di introdurre l’addizionale Irpef per completare la Superstrada Pedemontana Veneta. Lo ha annunciato stamane il presidente della Regione subito dopo la seduta della Giunta, nel corso della quale è stato approvato lo schema di contratto che sarà firmato con la concessionaria Sis. Puppato: "Ma i problemi restano".

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Zaia: niente addizionale Irpef per la Pedemontana

Non ci sarà bisogno di introdurre l’addizionale Irpef per completare la Superstrada Pedemontana Veneta. Lo ha annunciato stamane il presidente della Regione subito dopo la seduta della Giunta, nel corso della quale è stato approvato lo schema di contratto che sarà firmato con la concessionaria Sis dopo che lo stesso sarà visionato dall’Anac, l’Autorità nazionale Anticorruzione e dalla Corte dei Conti, “perché – ha sottolineato – vogliamo che tutto sia trasparente, alla luce del sole, perché non abbiamo nulla da nascondere, perché siamo convinti di aver compiuto un atto di buona amministrazione. Noi abbiamo fatto il nostro dovere”.

“La più grande opera pubblica in costruzione in Italia – ha più volte sottolineato il Governatore – potrà essere conclusa entro i prossimi tre anni, grazie alla soluzione che è stata individuata e che è frutto dell’ottimo lavoro svolto dalla task force costituita all’inizio di quest’anno, composta da tecnici dell’amministrazione e vari esperti giuridici che hanno indicato la strada da seguire nell’interesse del veneto e dei veneti. Ma abbiamo fatto tesoro anche delle proposte e dei suggerimenti intelligenti e responsabili che ci sono pervenuti dal Consiglio regionale, che volutamente abbiamo coinvolto in questa operazione che è sicuramente tra quelle fondamentali di questa legislatura”.  

“Solo un lazzarone può affermare che abbiamo fatto marcia indietro – ha aggiunto il Governatore – perché basta andare a rileggere il provvedimento dello scorso marzo e riascoltarsi il mio intervento in Consiglio regionale quando lo abbiamo presentato: ho detto chiaramente che il mutuo di 300 milioni che serve per il closing era ‘prudenziale’ e che fino alla fine dell’anno gli scenari avrebbero potuto cambiare. Ed è quello che è successo”.

Il meccanismo che ha consentito di scongiurare l’introduzione dell’Irpef si basa sull’approfondimento di alcuni aspetti legati alla fiscalità del progetto e dell’intero bilancio regionale, che hanno consentito lo sdoppiamento del mutuo trentennale che la Regione contrarrà con la Cassa Depositi e Prestiti e che sarà acquisito in due tranche, una di 140 milioni nel 2018 e una di 160 milioni nel 2019. In tal modo la Regione opererà all’interno della propria capacità di indebitamento annuale, non necessiterà di provviste in entrata e rispetterà le condizioni imposte dal fiscal compact.

Puppato: "I problemi sono altri e non cambiano di una virgola"

“Mettere l’addizionale per poi toglierla mi ricorda tanto Zaia stile 2015, quando prima delle elezioni elargiva mance in bilancio, salvo poi rimuoverle a voto acquisito. Ora il nostro Governatore si presenta come eroe dei due mondi, ma l’addizionale IRPEF chi l’aveva introdotta se non lui?”. Se lo chiede Laura Puppato, senatrice PD.
“Eviterei i toni trionfalistici, il denaro arriva sempre dalle tasche dei Veneti e nel gioco dei vasi comunicanti qualcun altro non avrà ciò che si attendeva, ora che si avvicinano le elezioni politiche, il denaro si trova...e stiamo comunque parlando di 300 milioni a fronte di un rischio debitorio di 12 miliardi di euro. Il pagliaio brucia e Luca Zaia ci mostra radioso l’ago che ha trovato, ma tutte le criticità della SPV restano intatte, come evidenziate dai 13 quesiti della Corte dei Conti, nessuno dei quali riguarda l’addizionale Irpef - ha continuato Puppato - è ovvio quindi che il nostro Governatore tenta con un fumogeno di confondere le immagini. Ma, per quanto riguarda il danno ambientale, le opere complementari, la non-bancabilità dell’opera nonché il cambio del project in corso con un debito per le generazioni future pazzesco e che produrrà ricorsi da parte delle  aziende escluse, l'esplosione dei costi e i ritardi nella consegna, nulla si dice, nulla cambia”.
“Con i soldi già spesi fin qui avremo già potuto avere un’arteria perfettamente funzionante, ci troviamo invece con un groviera di cantieri fermi e una spada di Damocle da 12 miliardi che ci pende sulla testa, gioire per l’addizionale Irpef mi sembra davvero un esercizio sterile, visto che comunque quei soldi usciranno da un altro capitolo del bilancio del Veneto, gira che ti rigira, dunque sempre dalle stesse tasche” ha concluso.

Fonte: Comunicato stampa
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