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Zaia nomina 11 direttori generali, primo passo verso le Ulss provinciali

A Treviso arriva Benazzi che si occuperà da commissario anche dell’Ulss 7 di Pieve di Soligo e dell’Ulss 8 di Montebelluna; Dal Ben da Venezia guiderà anche Mirano - Dolo e Chioggia. Critiche da opposizioni e sindacati

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Zaia nomina 11 direttori generali, primo passo verso le Ulss provinciali

“Sono nomine che avviano la nuova riforma dell’organizzazione sanitaria veneta, nel rispetto delle attribuzioni del Consiglio e della necessità di dare presto ai veneti una sanità ancora più moderna, capace di crescere ancora nonostante i tagli nazionali”. Lo ha detto il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, presentando alla stampa i nuovi direttori generali della sanità veneta, da lui nominati oggi con proprio decreto.

In attesa di sviluppare il suo progetto di Azienda Zero, Zaia ha cominciato riducendo le attuali 27 Unità locali socio-sanitarie a 9: in sostanza le sette province più Bassano e il Veneto Orientale.

Il progetto di Zaia prevede una «Azienda zero» per la gestione sanitaria accentrata di acquisti, forniture e appalti e Ulss provinciali, in modo da rendere la spesa più efficiente e liberare così maggiori risorse. Ma mentre l'Azienda zero ha ricevuto più critiche che consensi, anche all'interno della maggioranza, con un rinvio al nuovo anno della discussione, la mossa di Zaia per accelerare il riordino territoriale è la nomina di oggi, di 11 manager, al posto dei 24 di prima, chiamati ad occuparsi dal 1° gennaio di 9 Ulss come direttori generali e di altre dieci come commissari, oltre che delle Aziende ospedaliere di Padova e Verona e dell'Istituto oncologico del Veneto. Si tratta della realizzazione dell’annunciato accorpamento in molte parti del territorio regionale.

Ecco l’elenco:

Ulss 1 di Belluno – Adriano Rasi Caldogno (ex Dg dell’Ulss 2 di Feltre), anche commissario dell’Ulss 2 di Feltre.

Ullss 3 di Bassano – Giorgio Roberti (ex Dg Ulss 9 Treviso), anche commissario dell’Ulss 4 Alto Vicentino.

Ulss 6  Vicenza – Giovanni Pavesi (ex Dg Ulss 17 Monselice), anche commissario dell’Ulss 5 Ovest Vicentino

Ulss 9 di Treviso – Francesco Benazzi (ex Dg dell’Ulss 15 di Cittadella), anche commissario dell’Ulss 7 di Pieve di Soligo e dell’Ulss 8 di Montebelluna.

Ulss 10 Veneto Orientale (unica mantenuta nella strutturazione precedente) – Carlo Bramezza (confermato).

Ulss 12 Veneziana – Giuseppe Dal Ben (confermato), anche commissario delle Ullss 13 di Mirano e 14 di Chioggia.

Ulss 16 di Padova – Claudio Dario (Ex Dg A.O. di Padova), anche commissario delle Ullss 15 di Cittadella e 17 di Monselice.

Ulss 18 di Rovigo – Antonio Compostella (ex dg Ulss 2 di Feltre), anche commissario dell’Ulss 19 di Adria.

Ulss 20 di Verona – Pietro Girardi (ex dg Ulss 19 di Adria), anche commissario delle Ullss 21 di Legnago e 22 di Bussolengo.

Azienda Ospedaliera di Padova – Luciano Flor (nuovo, commissario)

Istituto Oncologico Veneto IOV – Patrizia Simionato (nuova)

Agli 11 nuovi Direttori Generali si aggiunge Francesco Cobello, che ha appena iniziato il suo mandato all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Anche nelle Ullss che non hanno più un direttore generale, ma un commissario, rimangono le figure del direttore sanitario, del sociale e amministrativo, che verranno nominati dai nuovi direttori generali “di area”.

“Avevo di fronte più scelte – ha aggiunto Zaia -. Potevo nominare 21 direttori generali, ma così la riforma che ritengo vitale avrebbe avuto tempi lunghi, che non ci possiamo permettere, o fare 21 commissari per un anno lasciando il tutto di fatto in sospeso. Ho deciso, con il cuore e con la ragione, di anticipare i tempi, nella convinzione di aver fatto il bene dei cittadini. Il contratto – ha tenuto a specificare – contiene tutti gli obiettivi da raggiungere, come le liste d’attesa, l’umanizzazione, lo sviluppo delle tecnologie e delle professionalità, perché una sanità che non si aggiorna passo dopo passo non è nelle corde del Veneto, che invece è stato riconfermato da poco Regione benchmark (modello) per tutta Italia”.

“Ringraziando gli uscenti e i non riconfermati, “è un patrimonio che non disperderemo”, ha detto, Zaia ha anche tenuto a sottolineare l’estrema operatività della nuova organizzazione: “un po’ come un consiglio d’amministrazione – ha detto – i nuovi managers si terranno in stretto contatto e terranno una riunione plenaria ogni settimana”.

Per l’Assessore alla Sanità Luca Coletto, “è stata una scelta opportuna che abbiamo condiviso, perché sull’innovazione non si può arretrare e dobbiamo invece migliorare ulteriormente per rispondere ai tagli nazionali, unendo le forze con tutto il nostro personale”.

Soddisfazione è stata espressa dall’Assessore al Sociale Manuela Lanzarin, che ha tenuto a sottolineare che “oggi lanciamo anche una nuova sfida sul piano delle politiche sociali. E’ cambiata la domanda – ha detto – e a noi tocca cambiare l’offerta e renderla sempre più rispondente alle necessità delle famiglie”.

"I nuovi managers sono stati nominati con un contratto di 3 anni prolungabile a 5 dopo una verifica del primo triennio di lavoro - spiega una nota della presidenza della Regione -. Percepiranno 123 mila euro lordi, lo stesso ingaggio di prima. Il commissariamento invece, nelle Ullss nelle quali è stato deciso, avrà inizialmente la durata di un anno, per consentire al Consiglio regionale di terminare la discussione sul tema del riordino territoriale e dell’Azienda Zero".

Critici i pensionati Cgil della provincia di Treviso: “Una decisione frettolosa che non contempla criticità del territorio trevigiano e non ha preso in considerazione l’appello dei Sindaci” chiosa Ivan Bernini, segretario generale FP CGIL di Treviso, che aggiunge: "Il governo della Regione è andato avanti senza sentire ragioni, sbandierando che sono state attivate 100 medicine di gruppo, aperte 24 ore su 24. Invece, dobbiamo poi tutti correre al Pronto Soccorso visto che quelle 100 medicine di gruppo non si trovano, perché non ancora realmente presenti”.

Molto critici i consiglieri di opposizione della Lista Tosi: “I Veneti non sono tutti uguali – affermano Maurizio Conte, Giovanna Negro, Andrea Bassi e Stefano Casali riguardo alla nomina dei manager delle aziende sanitarie – e lo si evince chiaramente da come sono stati trattati i cittadini delle sette province. L’Ulss n.15, premiata in Italia come miglior azienda sanitaria che esprime ben 2 assessori regionali, esce da queste nomine con le ossa rotte, o meglio, non si merita un direttore generale. Lo stesso per l’Ulss 22. In compenso, i cittadini della provincia di Vicenza e Venezia possono esultare, per loro ben due direttori generali: non si capisce il criterio di suddetta spartizione ma risulta chiaro chi conta davvero all’interno della maggioranza. Il Bassanese – aggiungono i tosiani – diventa praticamente autonomo e così anche il Veneto Orientale (unica Ulss con un direttore generale confermato), ma con quale legittimità? Il risparmio e la razionalizzazione nella sanità tanto profetizzata da Zaia2, dove sono finiti? Ci aspettavamo quantomeno coerenza – aggiungono i tosiani - Zaia e i suoi per mesi ci hanno raccontato che sarebbero stati intransigenti sulle Ulss provinciali ed oggi se la rimangiano, ma solo per alcune”.

Fonte: Comunicato stampa
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