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Assosport: le Olimpiadi fanno volare il settore

I dati della ripresa presentati nel corso dell’Assemblea generale tenutasi la scorsa settimana a Giavera del Montello. La ricerca, condotta dall’Università di Padova, ha messo in luce anche l’attenzione per la sostenibilità ambientale, per il riciclo e il recupero di materiali. Una percentuale destinata a crescere nei prossimi anni

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Assosport: le Olimpiadi fanno volare il settore

Tute da sci riciclabili, zaini interamente realizzati con materiali di recupero, capi d’abbigliamento per la montagna che un tempo erano oggetti di plastica dispersi in mare: sei aziende sportive italiane su dieci dirottano oggi più del 10% del totale degli investimenti in progetti ecosostenibili, una percentuale destinata a crescere sensibilmente nei prossimi anni. A dirlo è una ricerca condotta per Assosport dall’Università degli Studi di Padova.

Un’analisi che fotografa i fronti su cui gli imprenditori italiani dell’industria sportiva sono più attivi, le competenze e gli strumenti messi in campo per tradurre in azioni tangibili la volontà di approcciare sempre più un modello di economia circolare, ma anche le sfide e i punti interrogativi seminati all’orizzonte. Nodi che difficilmente troveranno una soluzione nell’immediato, visti però come stimoli per fare sempre meglio e proseguire sulla strada della sostenibilità.

Lo studio è stato presentato nel corso dell’Assemblea generale 2021 dell’associazione nazionale fra i produttori di articoli sportivi - oltre 120 aziende in tutta Italia, 300 brand, 9.300 addetti e un fatturato aggregato di 4,5 miliardi di euro - che si è svolta la settimana scorsa a Giavera del Montello, nel quartier generale dell’azienda Tecnica Group.
A pochi giorni dall’inizio delle Olimpiadi invernali di Pechino, l’assemblea è stata l’occasione per l’industria italiana dello sport di confrontarsi su strategie e soluzioni da adottare per vincere le sfide e cogliere le opportunità poste in essere dall’emergenza sanitaria.

Lo sportsystem italiano: dati Cerved per Assosport
“Per l’Italia - l’analisi dello stato di salute dell’industria sportiva nel commento della presidente di Assosport Anna Ferrino su dati Cerved - si prospettano scenari positivi e ci aspettiamo che la ripresa per l’industria sportiva sia ancora più marcata rispetto a quanto saprà fare l’economia nazionale. Ci sono però grosse incognite da considerare: da una parte i contagi e dall’altra l’aumento dei prezzi e la relativa inflazione, ma anche le difficoltà incontrate dalle catene di approvvigionamento a tenere il passo della ripartenza delle produzioni e della crescita del mercato”. Per i produttori di abbigliamento, calzature e attrezzature sportive il 2021 si prospetta in crescita dell’8,4% sul 2020 per un fatturato aggregato pari a 12,2 miliardi di euro. Una crescita è attesa anche per il 2022 (+5,6%), con il valore totale dell’industria sportiva che toccherebbe quota 12,9 miliardi di euro (+2% rispetto all’epoca pre-Covid).
Per quanto riguarda l’export, il 2021 ha visto un’importante crescita arrivando, tra gennaio e ottobre, a toccare quota 5,8 miliardi di euro (+20% rispetto al 2020).

Metalli e fibre tessili: il nodo materie prime
“Oggi importare merce dall’Estremo Oriente via nave costa alle aziende dell’industria sportiva italiana sei-sette volte tanto rispetto a quanto non costasse prima della pandemia. Più che l’aumento delle tariffe dei container per i trasporti, però, a preoccupare è la difficoltà a reperire materie prime. Siamo nel bel mezzo della tempesta perfetta, travolti dall’incertezza di una situazione che fatica a trovare un equilibrio stabile tra le nuove politiche produttive del Governo cinese, la ripartenza dell’economia e la ripresa forsennata della domanda, cresciuta in maniera esponenziale nell’ultimo periodo. Una situazione che non accenna a migliorare” dichiara Andrea Brambilla, presidente di Assosportex, gruppo del tessile sportivo di Assosport.

Sci, si torna in pista
“Il trend al quale stiamo assistendo è sostanzialmente positivo - sostiene Corrado Macciò, consigliere di Assosport -. Le ultime settimane, da prima di Natale fino a tutta la prima decade di gennaio, ci hanno restituito ottimi riscontri, sia per quanto riguarda la frequenza delle piste sia dal punto di vista delle vendite”. Certamente, ad alimentare questo clima di generale ottimismo contribuiscono in parte anche i Giochi Olimpici in Cina. “Lo sport italiano sta vivendo un momento d’oro - conclude Macciò -. L’attuale stagione invernale è la dimostrazione di come gli italiani abbiano ritrovato la voglia di muoversi e praticare sport. Stiamo registrando una richiesta crescente di attrezzatura per lo sci per nuovi praticanti”.

La sostenibilità ambientale
Condotta tra le aziende di Assosport e realizzata dal Dipartimento di Scienze economiche e aziendali dell’ateneo patavino, la ricerca si intitola “La sostenibilità ambientale nell’industria degli articoli sportivi”. Stando a quanto emerso, la metà delle imprese è attiva su oltre il 50% dei vari filoni in cui è possibile declinare l’impegno in ottica “sostenibilità sociale e ambientale” nel comparto dell’industria sportiva. Scelte dettate dall’etica e da responsabilità interne all’azienda, secondo i più.
In testa alle azioni più gettonate, la riduzione delle emissioni (56%) e la diminuzione dell’utilizzo di sostanze chimiche (55%) a favore dell’impiego di risorse naturali, mentre il 33% degli intervistati dichiara di aver messo in atto anche azioni volte al contenimento degli scarti. I prodotti sostenibili costano di più (a pensarlo è il 40% degli intervistati), richiedono figure con una preparazione specifica (ne dispone un’azienda su due, perlopiù risorse interne), poggiano su una catena di fornitori di materie prime (68%) e macchinari (48%) e per il 45% degli imprenditori, affinché questi prodotti vengano realizzati, il supporto di consulenti ed enti di certificazione è fondamentale. 

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