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Europei di calcio: un'Italia ricca di buoni giocatori

Intervista al giornalista trevigiano del Corriere della Sera, Paolo Tomaselli. La nostra nazionale debutta l’11 giugno all’Olimpico di Roma. Ammessi anche gli spettatori, al 30 per cento della capienza

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Europei di calcio: un'Italia ricca di buoni giocatori

La ripartenza dell’Europa post pandemia è affidata al calcio. Il campionato Europeo di calcio è, infatti, in programma dall’11 giugno all’11 luglio ( apertura a Roma e finale a Londra) ed è sicuramente la prima grande manifestazione sportiva a carattere continentale che si tiene dopo questo anno e mezzo di blocco totale, o quasi. Infatti, anche lo stesso campionato europeo doveva tenersi lo scorso anno, così come le Olimpiadi, ma è stato spostato di un anno per dar modo agli spettatori, ma anche agli atleti, di vivere questo momento sportivo con meno tensione e apprensione. Le disposizioni anti-Covid, pur allentate, rimangono (ci mancherebbe), ma questa manifestazione ci dice che piano piano stiamo cercando di uscire da questo periodo di emergenza.

Sugli spalti, infatti, torneranno i tifosi con percentuali che le varie federazioni individueranno tra il 25 e il 30%. In Italia, a Roma allo stadio Olimpico, per le partite della Nazionale potrebbe essere occupato il 30% dei posti (la capienza dell’Olimpico è di 70 mila posti). Anche il format di questi europei è cambiato (seguendo il vecchio progetto di Michel Platini), portando le squadre a 24, divise in sei gironi e che giocheranno in ben 11 stadi in tutta Europa. La copertura dell’avvenimento sarà pressoché totale visto che Sky coprirà interamente le 51 partite in programma con due studi allestiti, uno a Roma e l’altro Londra. La Rai, invece, seguirà 27 partite in diretta (Rai1), tra cui naturalmente tutte quelle degli azzurri. Tra gli ospiti in pre e post partita, gli ex calciatori Luca Toni, Claudio Marchisio, Marco Tardelli e la campionessa italiana di lancio del peso, Danielle Madam. L’Italia di Roberto Mancini è inserita nel Girone A insieme a Svizzera, Turchia e Galles. Giocherà l’11 giugno la partita di apertura della manifestazione a Roma, alle ore 21 contro la Turchia; il 16 giugno si disputerà alle ore 21 Italia-Svizzera mentre il 20 giugno, alle ore 18, si confronteranno Italia e Galles.

Ma che tipo di manifestazione ci dobbiamo attendere? Lo abbiamo chiesto a Paolo Tomaselli, giornalista trevigiano, inviato del Corriere della Sera, che seguirà proprio l’Italia. “Sarà un campionato europeo diffuso, come da progetto lanciato ancora da Platini, e l’idea mi sembra ottima. A causa però della pandemia non sappiamo ancora cosa ci aspetta. Certo è bello, perché il grande calcio arriva anche in Paesi che sino a ora non l’hanno mai visto, ma certe squadre giocheranno con il pubblico mentre altre senza… La cosa più importante comunque è che si gioca e che piano piano anche il pubblico ritorna allo stadio”.

Come giudichi la nazionale di Mancini?

Perplessità ci sono perché sino a ora abbiamo incontrato squadre di media levatura. Ma bisogna ammettere che questa formazione ha un suo stile di gioco, ha i suoi uomini chiave, ha un suo modo di porsi e sarà bello e curioso capire fin dove potrà arrivare. Da tener presente che noi manchiamo da un grande torneo internazionale da 5 anni…

Ti convince la rosa scelta?

Allora, ci sono ben 26 calciatori che non sono pochi. Poteva essere convocato il giovanissimo Moise Kean del Psg, ma mister Mancini ha preferito Giacomo Raspadori del Sassuolo; vedremo. E’ stato tenuto fuori Matteo Politano, del Napoli, e mi ha stupito l’esclusione dell’interista Matteo Darmian, ma nulla che possa dividere il popolo degli sportivi come antica tradizione italica…

Il Triveneto è assente o quasi in questa rosa; è crisi per il calcio di casa nostra?

C’è il solo Alex Meret, terzo portiere, questo è vero, tra i nomi triveneti. E’ vero che ci sono sempre meno calciatori del nostro territorio che si mettono in evidenza nel grande calcio. Speriamo che dalla prossima stagione con due squadre in A, Verona e Venezia, possa cambiare anche questo trend.

Come si organizza un grande giornale come il Corriere per seguire un Europeo diffuso come quello di quest’anno?

E’ un grande evento, ma che arriva in un momento di crisi economica e pandemica. Per questo motivo i margini di manovra sono limitati. Così come sono limitati gli stessi spostamenti di noi giornalisti proprio a causa della pandemia. Diciamo che per quanto concerne la nazionale italiana, la nostra copertura sarà come sempre. Si sta valutando, invece, la possibilità di movimento per seguire le altre partite. La cosa bella è che semifinali e finale si giocheranno a Londra e non ci dovrebbero essere problemi.

Quale sarà il tuo ruolo?

Io seguirò la nazionale italiana senza altre distrazioni e speriamo vada il più lontano possibile. Ci sono tante aspettative e interesse intorno alla squadra di Mancini.

Ci fai tre nomi di giocatori, tre sorprese da tenere d’occhio?

Direi che per quanto concerne l’Italia penso a Domenico Berardi che avrà finalmente l’occasione di esplodere. Poi direi Joao Felix del Portogallo e quel Mason Mount del Chelsea, esterno di centrocampo dell’Inghilterra di cui si dice un gran bene.

Qual è il tuo pronostico?

Direi Francia, Inghilterra e Italia nell’ordine, anche se a me stanno simpatici i portoghesi, ma il loro europeo l’hanno già vinto la scorsa edizione.

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