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Lo speciale. "Verso le Olimpiadi": Mattia Busato, il lavoro fatto in questo anno pagherà

Da Mirano alla nazionale italiana di Karate, vuole concludere un percorso di vita esaltante. Non è la sua prima volta in Giappone. Già nel 2019 aveva trascorso due settimane di ritiro a Gotemba alle pendici del monte Fuji, con tutta la Nazionale italiana per preparare la Premier League di Tokyo

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Lo speciale. "Verso le Olimpiadi": Mattia Busato, il lavoro fatto in questo anno pagherà

“Vorrei una medaglia, questo è ovvio, ma soprattutto concludere bene un percorso di vita esaltante”. Mattia Busato, 28 anni di Mirano, portacolori del GS Esercito, farà parte della nazionale italiana di Karate. Sarà la sua prima Olimpiade dopo aver conquistato, tra le altre, un Campionato europeo nel 2014, due bronzi mondiali e recentemente un bronzo agli Europei. Ha dovuto attendere un anno a causa della pandemia: “ La cosa importante è che in questo anno di attesa siamo comunque rimasti sempre sul pezzo. Ci siamo posti dei micro-obiettivi e sono stati bravi i miei maestri a tenermi sempre con la tensione alta”.

Quale è stato il cammino fino a Tokyo?
Dopo il bronzo agli Europei ho perfezionato la preparazione a Castelfranco e poi a Ostia nel centro federale per la rifinitura della preparazione con i tecnici della nazionale; il 22, poi, andremo in Giappone.

Quando inizierà la tua Olimpiade?
La prima gara sarà il 6 agosto. Fino ad allora saremo ospiti in una cittadina ai piedi del Fuji che ci ha ospitato anche in altre occasioni. Staremo lì fino a quando cominceranno le gare e allora ci trasferiremo al villaggio olimpico.

Come si vivono questi giorni di attesa?
Cerco di viverli il più tranquillamente possibile, conscio che il lavoro fatto sino a ora è stato buono e alla fine ripagherà. Andiamo avanti per piccoli obiettivi da raggiungere e penso sia la cosa migliore.

Cosa porterai in valigia di particolare?
In valigia? Io non sono scaramantico, ma molto abitudinario. Porterò le cose di sempre; sono altre le cose che mi danno forza.

Cosa ti rimarrà di questa corsa all’Olimpiade?
La voglia e la volontà di superare il mio limite, sempre. Sono convinto che questi anni di allenamenti, sogni, speranze mi torneranno utili per la vita, per il mio futuro.

A Tokyo chi saranno i tuoi avversari?
Molto forti sono un giapponese, uno spagnolo e un turco. Poi ci sono un venezuelano e due americani. Ecco io dovrò essere bravo a inserirmi in mezzo.

E tu come pensi di inserirti?
In cuor mio so dove posso arrivare. Però voglio rimanere vincolato alla qualità della prestazione.

Cosa chiedi a questa esperienza?
Beh logico, una medaglia. Ma soprattutto concludere un percorso di vita. Sono curioso di vivere la vita al villaggio olimpico, fare esperienze che pochi hanno fatto e che sono certo mi renderanno ancora migliore. 

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