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Lo sport rende italiani i giovani stranieri

La proposta di dare la possibilità ai minori di 18 anni che non hanno cittadinanza italiana, ma che risiedono in territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno, di essere tesserati regolarmente presso le società sportive della federazione o enti associati

Parole chiave: cittadinanza italiana (1), sport (61), stranieri (47)
Lo sport rende italiani i giovani stranieri

Cittadinanza sportiva ovvero, dare la possibilità ai minori di 18 anni che non hanno cittadinanza italiana, ma che risiedono in territorio italiano almeno dal compimento del decimo anno, di essere tesserati regolarmente presso le società sportive della federazione o enti associati. Di questo interessante ed importante argomento si è discusso a Lignano Sabbiadoro nel corso dei Giochi mondiali dello sport per tutti (Csit world sports games 2015) organizzati dall’Aics con la partecipazione di quattromila atleti, mille tecnici ed accompagnatori di 33 paesi partecipanti, e 49 unioni sportive. In questo splendido contesto sportivo si sono svolte anche due conferenze internazionali e quattro workshop internazionali ed uno di questi è stato proprio dedicato a “Sport per tutti: sport di cittadinanza in Italia e scenario internazionale…”.
A parlare proprio l’on. Bruno Molea, che è presidente nazionale Aics e vice presidente del Csit, ma soprattutto relatore della proposta di legge recentemente approvata in parlamento proprio sulla cittadinanza sportiva. “Desideriamo che i ragazzini stranieri che hanno i requisiti sopra indicati, possano essere comparati a livello di tesseramento sportivo ai loro coetanei italiani - ha spiegato Molea - si tratta di un provvedimento dovuto, ma in ogni caso un risultato importante sul quale sono orgoglioso di aver messo la mia firma che consente ai giovani stranieri di seguire amici e coetanei nell’attività sportiva senza discriminazioni. E soprattutto è un’immensa soddisfazione per chi, come me, crede nei valori positivi ed educativi dello sport che rappresenta un terreno d’incontro ideale per culture differenti come sicuramente testimoniano le delegazioni dei 33 Paesi partecipanti agli Csit World Sports Games, migliaia di atleti, che si incontrano, che fanno scambi culturali, riflessioni, socializzazioni, competizioni sane e leali all’insegna dello stare insieme”

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