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Pazze imprese su 2 ruote

Sono tanti i successi nel ciclismo che hanno costellato questa estate. C’è chi ha portato a termine in solitaria una corsa per la pace di 345 chilometri toccando i luoghi della Grande guerra e chi ha scalato Cima Grappa pedalando al contrario

Pazze imprese su 2 ruote

L’estate ciclistica non ha messo in evidenza solo l’impresa di Vincenzo Nibali che ha trionfato in Francia al Tour de France. Ma anche tutta una serie di “imprese” più o meno grandi, più o meno importanti ma tutte degne di nota, che sono state compiute su due ruote durante i mesi estivi. Tutte comunque hanno un unico comun denominatore e cioè la passione per la bici e per lo sport, sia esso agonistico, dilettantistico o solamente spettacolare.
Le imprese sportive trevigiane
Infatti il ciclismo nostrano ha registrato anche la vittoria del titolo europeo Juniores di Sofia Bertizzolo, 16 anni, originaria di Borso del Grappa e portacolori della Breganze Millenium, cresciuta nell’Uc Giorgione Rosa. Ma senza dubbio ciò che ha colpito e fatto sensazione in questa estate su due ruote sono state le imprese… dilettantistiche.Come quella del  dott. Flavio Polloni, di Caerano di San Marco, appassionato cicloamatore che ha compiuto un’impresa storica e cioè portare a termine la sua corsa solitaria per la pace. Quasi un giorno intero in sella per toccare tutti i luoghi storici legati alla Grande Guerra e rientro a casa, a Caerano, accolto da sindaco ed assessori del suo Comune.
La sua impresa era iniziata venti ore prima e l’aveva portato a compiere una corsa ciclistica in solitaria tipo “randonèe” per un totale di 345 chilometri e un dislivello di 5.200 metri La particolare corsa in solitaria era patrocinata dal Comune di Caerano e dalla Federazione ciclistica italiana. La “corsa della pace” ha portato Polloni a fermarsi in raccoglimento in sacrari militari, ossari, cimiteri dal Pasubio e fino al Montello, dall’Altipiano di Asiago, al Monte Grappa, Pederobba e Nervesa della Battaglia.
Pedalando in salita...al contrario
E sempre in tema di imprese che dire di quella compiuta da Simone Temperato, in arte “Magico Tempere”, che ha scalato Cima Grappa pedalando al contrario e inventandosi così una nuova modalità di salita.  Sulle rampe della tappa del Giro, da Semonzo a Cima Grappa lungo la strada Giardino, invece della classica “impennata” che lo ha reso celebre, ha deciso per la prima volta di pedalare come i gamberi. Seduto sul manubrio, spalle al monte e quindi senza vedere la traiettoria da percorrere (unico riferimento la riga bianca a bordo carreggiata), e pedalando all’indietro, ha percorso i 19 chilometri dell’impegnativa scalata, con pendenze fino al 16 per cento, in 2 ore e 42 minuti, senza alcuna sosta. “E’ stata molto dura - spiega Temperato - anche perché l’ho fatta senza una preparazione specifica. Visto il meteo di questa estate,  ho approfittato di una delle poche belle giornate e mi sono buttato. Ho scelto un rapporto agile, anche perché mi aspettavano tratti durissimi come quello di Baita Camol, ma gli ultimi chilometri sono stati davvero impegnativi, la gamba era stanchissima anche per il movimento non abituale e ho dovuto davvero stringere i denti per raggiungere il Rifugio Bassano”.
E lì grande festa per la curiosa impresa compiuta che quasi certamente avrà ancora qualche altro seguito. Insomma una pazza estate su due ruote, ma ora gli appassionati attendono con trepidazione l’esito del campionato del mondo di Spagna, il primo con alla guida della nazionale il neo commissario tecnico Davide Cassani .

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