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Sotto l’occhio del Redentore

Si lavora 24 ore al giorno in Brasile perché tutto sia pronto per la cerimonia d’apertura delle XXXI Olimpiadi il 5 agosto e per le Paralimpiadi a settembre. E intanto il Paese non dimentica le difficoltà economiche, politiche e sociali. Interviste agli atleti diocesani Federica Pellegrini, Beatrice Callegari, Ruggero Pertile, Beatrice Vio.

Parole chiave: rio2016 (5), olimpiadi (59), rio de janeiro (3), brasile (31)
Sotto l’occhio del Redentore

Su Rio de Janeiro, le sue splendide spiagge e le enormi strutture che possono contenere centinaia di migliaia di spettatori a breve si accenderanno i riflettori. Non è la prima volta negli ultimi anni. Coppa del mondo di calcio, Giornata mondiale della gioventù... Ora è iniziato il conto alla rovescia per le Olimpiadi 2016, 31ª della storia, tra non pochi timori (nell’ultima settimana la polizia ha fatto sapere di aver catturato un gruppo che progettava attentati durante le Olimpiadi). La cerimonia d’apertura, a cui contribuirà anche il veneziano creatore di cerimonie Marco Balich, si terrà il 5 agosto (il calcio inizierà già il 3); i giochi dureranno fino al 21 agosto. Dal 7 al 18 settembre, poi, si svolgeranno le Paraolimpiadi per gli sportivi con disabilità. Ed eccoli i numeri attesi: 3 miliardi di persone davanti alla televisione per guardare le gesta di 10 mila atleti. Circa 300mila visitatori nei vari impianti che ospiteranno le gare.
Ritardi nei lavori. Era una delle preoccupazioni fin dall’inizio: sarebbero riusciti i brasiliani a completare stadi e infrastrutture? Il villaggio olimpico a dodici giorni dall’inizio dei giochi e con delegazioni già arrivate non è ancora agibile. L’Australia si rifiuta di entrare e rimane in alberto, l’Italia ha deciso di pagarsi i lavori di completamento. Intanto si sono palesati sprechi astronomici, anche per una metropolitana che sarà inaugurata solo a ridosso dell’evento e solo parzialmente.
Sicurezza. Capitolo importante è il timore per l’eventualità di attacchi terroristici, come avvenuto a Londra dopo le Olimpiadi del 2012. Durante i Giochi il livello di sicurezza sarà altissimo: decine di migliaia di poliziotti e militari si avvarranno di corpi speciali, tiratori scelti, carri armati. Anche se la possibilità di lupi solitari in azione, ammettono tutti, è difficile da prevenire come avvenuto anche recentemente in altri Paesi. E che il timore sia fondato, lo dimostra la notizia dell’arresto la scorsa settimana di un gruppo che preparava un attentato durante le Olimpiadi di Rio. Lo ha rivelato una fonte del ministero della Giustizia. Sono dieci le persone, tutte brasiliane, arrestate nell’operazione antiterrorismo, che facevano parte del sedicente gruppo integralista ‘Ansar al-Khilafah Brazil’ il quale aveva annunciato fedeltà all’Isis e creato un canale sul servizio di messaggistica istantanea Telegram in cui sono già stati postati messaggi con riferimenti diretti ai Giochi olimpici. Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia: “Le autorità e gli organi dirigenti sportivi brasiliani hanno adottato le medesime politiche di sicurezza che hanno determinato il notevole aumento degli omicidi e di altre violazioni dei diritti umani dai Mondiali di calcio del 2014”. E’ l’allarme lanciato da Amnesty International. L’altro grande problema è quello della violenza locale: nei primi quattro mesi di quest’anno sono stati registrati in media 12 omicidi al giorno, oltre ai soliti furti e rapine a mano armata e alla nuova moda dei “sequestri lampo”. Non un bel biglietto da visita.
Doping. Siamo al caos totale. Oltre a positività distribuite nelle varie squadre (Schwarzer e la velista Caputo per l’Italia, tiene banco il “doping di Stato russo”. Esclusa la squadra di atletica, il Cio ha, però, deciso di non ammettere solo gli altri atleti russi positivi anche se avessero già scontato la squalifica. Per il resto decideranno le singole federazioni internazionali.
La crisi politica. Il grande evento sportivo mondiale non può, però, giustamente oscurare la grave crisi politica ed economica del Brasile, con la presidente Dilma Roussef sotto accusa (il Senato deciderà l’impeachment il prossimo 20 agosto), un presidente ad interim e tre ministri dimessi per il coinvolgimento nello scandalo Petrobras, l’economia a rischio default, anche a causa del calo del prezzo del petrolio. Lo Stato di Rio de Janeiro è praticamente in bancarotta.
Chiesa brasiliana e Olimpiadi. La Chiesa brasiliana è mobilitata da tempo e punta sullo sport nella promozione di alcuni valori. Sono stati organizzati eventi ed iniziative per chiedere di mettere a tema, nei giorni delle Olimpiadi, l’inclusione sociale, la lotta al traffico di esseri umani, al lavoro schiavo e allo sfruttamento. Un centro interreligioso con luoghi di culto per cristiani, musulmani, ebrei, buddisti ed indù sarà nel villaggio olimpico.

Allegato: Inserto Olimpiadi 31-07-2016.pdf (1,72 MB)
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