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Un anno di rugby a Scorzè

Primo anniversario della fondazione della squadra di rugby della parrocchia di Scorzè

Un anno di rugby a Scorzè

Sabato scorso si è festeggiato il primo anniversario della fondazione della squadra di rugby della parrocchia di Scorzè, un evento che ha richiamato giovani e adulti a passare un pomeriggio di sole, acqua e gioia assieme.

La giornata è iniziata nel primo pomeriggio con l’allenamento dei bambini più piccoli. Un’emozione unica per tutte le mamme ed i papà venuti a vedere i propri figli giocare ed un’emozione anche per chi, passeggiando per il centro di Scorzè, si è fermato a dare un’occhiata ai piccoli atleti.

Purtroppo, a metà pomeriggio, un acquazzone ha interrotto i giochi, i bambini ed i ragazzi, per nulla spaventati dal cattivo tempo, hanno continuato imperterriti sotto la pioggia, fino a quando questa non è diventata insostenibile ed ha costretto tutti a ritirarsi in spogliatoio.

Mentre i più piccini si sono cambiati e messi a posto per la messa, i più grandi, dopo la pioggia, sono ritornati in campo per concludere, in bellezza, l’allenamento.

Il freddo, il fango, e la possibilità di un nuovo temporale, non ha smorzato la determinazione di questi atleti che hanno comunque continuato il loro allenamento, dai più piccoli di 11 anni ai più grandi, over 30, tutti si sono impegnati ed hanno sempre mantenuto il sorriso.

Un episodio in particolare ha fatto riflettere gli spettatori che assistevano, e che ora risalta ancor più alle menti dopo gli scontri avvenuti nei giorni scorsi nel mondo del calcio. Durante l’allenamento-partita un ragazzo, che aveva appena passato la palla ad un suo compagno, ha avuto un crampo improvviso al polpaccio ed è caduto a terra, il ragazzo che conduceva il gioco in quel momento, appena si è accorto di ciò che stava accadendo, ha lasciato immediatamente il pallone ovale, ed è accorso, assieme a tutti gli altri giocatori, a vedere come stesse l’infortunato.

Credo che questa immagine possa racchiudere, nella frazione del secondo che occupa, tutta l’essenza del rugby, un gioco fatto per divertirsi, ma dove la squadra, il compagno, il fratello di gioco, è di gran lunga più importante che la meta, il punto e la vittoria stessa.

La giornata si è poi conclusa con la messa celebrata in parrocchia dove la squadra ha portato, durante l’offertorio, un pallone da rugby, simbolo del gioco e dell’unione che questo sport riesce a creare. In serata si è poi cenato tutti assieme, come in un grande terzo tempo aperto agli atleti e alle loro famiglie.

Un anno di rugby a Scorzè è già passato e, in fin dei conti, siamo solo all’inizio di una grande storia.

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