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Acli: no all'invio di armi italiane ai curdi

Intervento di Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, in merito all’informativa dei ministri degli Esteri e della Difesa alle relative Commissioni parlamentari

“L’Isis non si ferma fornendo armi ai curdi: lo può fare solo la Comunità internazionale, attraverso l’Onu, facendo luce e mettendo di fronte alle loro responsabilità quanti hanno finanziato e armato questa orda di violenti dell’Isis, che ha tratto enorme giovamento dalla destabilizzazione della Libia e da quella in corso della Siria, e che si è radicata nell’Iraq disastrato”. Lo afferma Gianni Bottalico, presidente nazionale delle Acli, in merito all’informativa dei ministri degli Esteri e della Difesa alle relative Commissioni parlamentari. “Le Acli - prosegue Bottalico - rivolgono un appello a tutti i parlamentari delle Commissioni Esteri e Difesa delle Camere ad esprimere un parere negativo sull’invio di armi italiane ai Curdi, e chiedono che una decisione così grave passi necessariamente da un voto delle assemblee parlamentari”. Per Bottalico, “è un segno dei tempi che sia stato un Pontefice, Papa Francesco, durante l’incontro con i giornalisti sul volo di ritorno dalla Corea, a denunciare il rischio, purtroppo molto concreto, che il mondo corre oggi riguardo al mantenimento della pace”. “Le Acli - afferma Bottalico - si sentono impegnate a sensibilizzare le coscienze sulla gravità di questa fase storica, per fare in modo che in questo difficile presente ‘non si ripetano gli sbagli del passato, ma si tengano presenti le lezioni della storia, facendo sempre prevalere le ragioni della pace mediante un dialogo paziente e coraggioso’, secondo l’auspicio di Papa Francesco formulato alla vigilia del centenario dello scoppio della Grande Guerra”. Nonostante tutto, conclude il presidente delle Acli, “guardiamo con fiducia e speranza al futuro. Siamo artefici del nostro destino, ma in fasi come l’attuale risulta decisivo su quale versante della storia collocarsi sui temi del lavoro, della democrazia, della pace. Non assisteremo passivamente ad una strategia economica e geopolitica che rischia di far precipitare il mondo in un nuovo grande conflitto”.

Fonte: Sir
Acli: no all'invio di armi italiane ai curdi
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roberto kolm 23/08/2014 11:16
la pianta
Caro bottalico, scendi dalla pianta, per favore. L'inviato del papa dice 2 fate presto" .
Tu proponi una conferenza dell'Onu che faccia pressione sugli Stati finanziatori dell 'ISIS per convincerli che " non si fa così". Tempo previsto per la convocazione ONU: 2 mesi, per l'approvazione della mozione: 4 mesi. Per la messa in atto concreta della mozion:.non si sa a chi spetta. L'Onu si riunisce da 5 anni per Gaza e siamo alle solite.
Ma tu sei l'amico dei " Nazareni" o" l'amico del giaguaro" ?

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