martedì, 19 maggio 2026
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Politiche abitative: le sfide urgenti in un convegno della Cisl

In Veneto la carenza di risorse è cronica, ma il sindacato prova a dare delle risposte: attivare un fondo immobiliare

Disponibilità sempre più ridotta di alloggi di residenza sociale pubblica (a fronte di un alto numero di sfitti), crescita degli sfratti, aumento del costo degli affitti, diritto allo studio minato… Sono molteplici i volti dell’“emergenza casa” anche in Veneto, e numerosi e vari gli attori chiamati a confrontarsi e a lavorare assieme. Per la prima volta, dopo mesi di dibattito per lo più frammentario, li ha riuniti intorno allo stesso tavolo Cisl Veneto, che insieme a Sicet Cisl Veneto (Sindacato inquilini, casa e territorio) e Filca Cisl Veneto (Federazione italiana lavoratori costruzioni e affini) ha invitato a convegno istituzioni e politica, associazioni di categoria, professionisti. Mentre la Regione del Veneto sta elaborando il Piano strategico delle Politiche della casa 2023-2027, a tutti il sindacato ha rivolto la proposta di costruire una piattaforma di dialogo che consenta di avere una visione d’insieme sui problemi, ma anche di immaginare soluzioni condivise.

Alcuni dati regionali ci restituiscono una fotografia allarmante rispetto alla “questione” abitativa. In primis gli sfratti, cresciuti sensibilmente in questi ultimi anni: 6.975 eseguiti in Veneto tra il 2017 e il 2021 (dati Ministero dell’Interno). Accanto a questo, la sempre più scarsa disponibilità degli alloggi pubblici, che vede nella nostra regione, sui quasi 41 mila alloggi gestiti, oltre 5.960 appartamenti Erp sfitti, sia per mancata manutenzione sia perché non assegnati, e ben 8.870 famiglie in attesa di assegnazione (dati ultimo dossier Ater del Veneto). E per guardare anche alla cronaca delle recenti manifestazioni, sono 1.900 gli studenti universitari veneti che avrebbero diritto a un alloggio Esu, ma non l’hanno ottenuto. Sta aumentando, inoltre, il numero di abitazioni non occupate: le case occupate da persone residenti sul totale abitazioni in Veneto è sceso gradualmente nel tempo, passando dall’84,2% nel 2001 al 75,4% nel 2019; significa che sempre nel 2019 mediamente un’abitazione su quattro è vuota (fonte: elaborazione Openpolis su dati Istat 2019, ultimi disponibili).

Un altro nodo centrale della “questione casa”, infine, è l’aumento incontrollato degli affitti e delle spese condominiali.

Un tema tra tutti, più volte emerso anche nel convegno, è senz’altro quello della mancanza di risorse pubbliche destinate ad affrontare le emergenze abitative: da un lato sono state gravemente ridotte negli anni quelle destinate all’edilizia residenziale pubblica, dall’altro è scomparso dai bilanci pubblici pure il rifinanziamento dei fondi a sostegno della morosità incolpevole di tante famiglie in difficoltà, su cui pesa il rischio sfratto. Prima ancora, però, si tratta di mancanza di visione globale e di assenza di politiche abitative: “Da tempo denunciamo la «distrazione» della politica rispetto a questi temi di grande rilevanza e impatto sociale - ha rimarcato Pietro Scomparin, segretario generale di Sicet Cisl Veneto -. Il welfare abitativo è, infatti, un tassello importante di soluzione di altre emergenze, una parte del sistema di protezione sociale”.

Chiare le proposte del sindacato riguardo alle risorse: “A più riprese abbiamo indicato di agire sulla leva Irpef per rafforzare in generale gli interventi pubblici in risposta ai cresciuti bisogni sociali - ha detto sempre Scomparin -, ma crediamo che anche l’introduzione di benefici fiscali, ad esempio una riduzione della tassa Imu per i proprietari, potrebbe incentivare l’affitto di case oggi sfitte”.

Passando invece dalle criticità alle opportunità, si sono messi in risalto i già noti ed evidenti effetti del Superbonus 110% su Pil e occupazione del settore delle costruzioni. E, in prospettiva, considerevole potrà essere anche l’impatto positivo degli interventi di adeguamento energetico previsti per i prossimi vent’anni. Arriverà, poi, il Pnrr a dare un ulteriore aiuto concreto al settore con risorse destinate a interventi connessi al sistema dell’abitare. Opportunità per il comparto, senza dubbio. Ai diversi interlocutori al tavolo, il segretario generale di Cisl Veneto Gianfranco Refosco ha lanciato una proposta: “Di fronte alla crescita del bisogno di abitazioni e alla necessità di rimodernare gli edifici pubblici e adeguare quelli privati ai nuovi standard energetici, non possiamo limitarci a lamentare la mancanza di risorse. E’ il momento, in Veneto, di attivare un fondo immobiliare destinato a riqualificare l’edilizia sociale e il social housing per anziani e studenti. La Regione se ne faccia parte attiva, come ha fatto con i fondi mobiliari o gli idrobond attivati da Veneto Sviluppo. E’ possibile attirare risparmio per realizzare un investimento infrastrutturale necessario. In tal senso la bilateralità e i fondi pensionistici, a partire da Solidarietà Veneto, potrebbero giocare un ruolo fondamentale”.

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