giovedì, 20 giugno 2024
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Trasporti, mancano soldi e programmazione

Il presidente di Mobilità di Marca Giacomo Colladon fa il punto sulla situazione tra nuovo Dpcm, scuole, capienza dei mezzi e didattica a distanza. Nel frattempo la Giunta comunale ha aprrovato l'acquisto di autobus elettrici per la circolazione in centro storico

Con la riapertura delle scuole il sistema di trasporto pubblico locale sta subendo grossi contraccolpi. Difficile riorganizzare le corse, gestire i limiti di capienza, adempiere a tutte le necessarie sanificazioni e inoltre rimanere nel budget.

Se fino a qualche mese fa si pensava al trasporto pubblico come viatico per la risoluzione di problemi di traffico e inquinamento, oggi invece chi può lo evita per paura dell’affollamento e del contagio. Quasi il 73% dei veneti infatti, secondo una ricerca condotta dall’Ossevatorio Continental su mobilità e sicurezza, considera l’auto privata il mezzo più sicuro per i propri spostamenti. A rimanere, fino a qualche giorno fa, solo gli studenti, che si accalcavano in bus e navette pieni all’80%.
“L’80%, se pensiamo che i ragazzi salgono con la cartella ingombrante, è più o meno la stessa capienza che avevano i nostri mezzi anche prima - ha dichiarato il presidente di Mobilità di Marca Giacomo Colladon -. Chi pensa che con l’80% della capienza di un mezzo ci sia distanziamento si sbaglia. Se il bus può tenere 100 persone ce ne saranno comunque ottanta dentro, non sarà vuoto”.

E’ in vigore dal 6 novembre il nuovo Dpcm che ha portato con sé la didattica a distanza al 100% per i ragazzi delle scuole superiori e il limite di capienza massima del 50% sui mezzi pubblici: “Elementari e medie usano gli scuolabus, per il resto, senza studenti, non sarà difficile mantenere la capienza al 50%. Rimane il fatto che si cambiano le regole ogni 5 minuti. Abbiamo fatto i salti mortali per organizzare l’azienda per l’apertura delle scuole, implementato le corse urbane con i nostri mezzi e autisti, ingaggiato 30-35 mezzi privati, bus turistici, per le tratte extraurbane, assunto personale per le sanificazioni, che ci costeranno un milione di euro l’anno. Ora dovremo lasicare a casa i mezzi privati, diminuire nuovamente le corse, il problema sono i costi fissi, sono anni che si taglia sul trasporto pubblico e i soldi del Governo non sono ancora arrivati. La Regione ha messo in campo 8 milioni di euro per tutto il Veneto per le corse a maggiore percorrenza, ma se guardiamo ai bilanci, Mom ha chiuso il 30 settembre 2019 con ricavi per 16 milioni di euro in titoli di viaggio, mentre al 30 settembre 2020 erano 6 milioni, 10 milioni in meno. Senza contare che sono stati erogati titoli di viaggio gratuiti per un valore di quasi 2 milioni di euro a favore di 23 mila clienti per il periodo di inutilizzo durante il lockdown”.

Anche l’assessore regionale ai Trasporti Elisa De Berti ha sottolineato la necessità di ulteriori fondi: “Al Governo abbiamo ribadito che i finanziamenti statali destinati al trasporto pubblico locale per l’emergenza sanitaria (500 + 400 milioni) non sono sufficienti per far fronte al potenziamento dei servizi e alla riduzione dei ricavi delle aziende di tpl. La verità è che le risorse promesse per i servizi aggiuntivi non sono ancora arrivate”. L’azienda della Marca, si è detta tuttavia pronta con il coordinalento della Regione, con un nuovo piano, nel momento in cui la didattica tornerà tutta in presenza: “Con la riapertura della scuola siamo pronti a rispettare una capienza massima del 60%, potremo farlo se la Regione chiederà i soldi al Governo, il problema è per le ore di punta, ma tutto si può fare, basta avere la disponibilità finanziaria”.

Anche per il centro storico con il Piano urbanistico per la mobilità sostenibile sono allo studio importanti novità. La Giunta ha approvato l’acquisto di bus elettrici con i 7.523.925 euro stanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nell’ambito del Piano strategico nazionale della Mobilità sostenibile. L’importo totale destinato ai mezzi sarà di 6.840.000 euro mentre 683.924,81 euro saranno destinati alle infrastrutture di supporto e ai piani esecutivi. Anche il presidente di Mom, interrogato sull’ipotesi di navette elettriche per il centro l’aveva considerata “ideale per le vie cittadine”, auspicando fondi che ora sono arrivati.

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