martedì, 20 febbraio 2024
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Riuscire a leggere in tempo i segnali di disagio psichico

I recenti fatti dimostrato che è fondamentale intensificare l’impegno nello studio di tali comportamenti, con criteri utili a genitori e formatori.

Alcuni tragici fatti avvenuti nelle scorse settimane hanno riportato a galla l’importanza di saper leggere i segnali di disagio psichico che possono emergere dall’utilizzo degli schermi digitali: comportamenti ripetuti in maniera ossessiva, qualità e tono di messaggi vocali o di testo, controllo eccessivo rivendicato su dispositivi altrui. Insieme alla psicoterapeuta Luce Maria Busetto abbiamo definito “affioranti digitali” (Generazioni digitali, 2018) i comportamenti legati all’utilizzo degli schermi digitali che possono manifestare disagi di natura psichica o relazionale. Si tratta di piccoli segnali apparentemente poco rilevanti che, se osservati e accolti con attenzione, permettono quantomeno di prendere coscienza che esiste un malessere che non sarebbe opportuno sottovalutare. L’idea di attribuire questo neologismo a condotte legate al digitale è sorta dopo quasi un decennio di interventi e incontri con gruppi di adolescenti e le loro famiglie, rilevando come spesso gli adulti, ma anche i pari, sottovalutino i segnali di disagio psichico affioranti in superficie. In molti casi, purtroppo, ci si è accorti che i messaggi emergenti da questi comportamenti venivano colti dalle famiglie troppo tardi, spesso rileggendo a posteriori eventi dolorosi e, talvolta molto gravi, che avevano coinvolto i propri figli. Queste condotte che non si manifestano in maniera omogenea, possono essere rilevate grazie a pratiche di ascolto attivo, che mettano costantemente in rilievo quanto educazione affettiva e formazione all’uso critico degli schermi digitali possano essere legate e interconnesse. Diventa pertanto importante intensificare l’impegno nello studio di questi fenomeni, ma soprattutto nella proposta di criteri e moduli formativi che possano tornare utili a genitori e formatori. Fragilità e disagio fanno parte del percorso di vita di adolescenti e giovani: intercettarli nelle fasi in cui sono ancora possibili interventi della comunità educante e di professionisti può permettere di scongiurare gli esiti più gravi.

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