Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Animali domestici: c’è bisogno di compagnia
Abbiamo bisogno di relazioni. La solitudine sembra essere uno dei problemi più grandi di questo inizio secolo. Ti senti solo anche dentro i social, solo contro tutti. L’aumento degli animali domestici nelle nostre case, cani e gatti, sempre più numerosi e sempre più oggetto di cure privilegiate, sono un segnale e, probabilmente, rispondono a questo bisogno relazionale.
La conferma arriva dall’Istituto nazionale di statistica, Istat: dal 2006 al 2024 le famiglie con un cane in casa sono aumentate dal 20,7 per cento al 22,1. Più lieve l’aumento dei gatti, ma sempre di almeno un punto percentuale.
Guardando ai grandi numeri, l’Istat parla di 10 milioni di famiglie che in casa hanno almeno un animale domestico, in aumento di un punto e mezzo rispetto al 2015. Quasi quattro famiglie su 10 fanno questa scelta. Ci si domanda se questi animali rappresentino un vero aiuto per la relazione o siano, in molti casi, la sostituzione, un surrogato, di affetti che mancano.
Sicuramente, rispetto al passato in cui l’animale era protagonista in giardino o nel terrazzo, adesso cane o gatto sono in casa, nel senso che vivono con le famiglie, tra divani e cucce dedicate. Due dati meritano attenzione: sono proprio le famiglie con membri sopra i 65 anni ad avere meno animali domestici, sono il 32 per cento; questa percentuale scende tra le persone sole con meno di 65 anni, 30 per cento, e tra le persone sole con più di 65 anni, 22,7.
Tra le coppie senza figli si registra la percentuale più bassa di famiglie con animali, 47,9, mentre le famiglie con figli oltre i 14 anni arrivano addirittura al 51,2. L’impressione è che l’animale arrivi là dove la famiglia ha già al suo interno una relazione stabile. La svolta però è in arrivo per le coppie senza figli, dove la presenza degli animali è cresciuta di 10 punti percentuali, rispetto al 2006.
A tutte le età, nella famiglia, chi si occupa di più di accudire gli animali è la donna, sia tra le giovanissime, tra gli 11 e i 24 anni, sia tra le ultrasessantacinquenni. Le donne sono il 40 per cento del totale, contro il 36 per cento degli uomini. La maggiore propensione delle donne a prendersi cura degli animali domestici si conferma anche considerando gli impegni lavorativi. Infatti, è pari al 33,8 per cento la quota di donne che lavorano e che si prendono cura degli animali almeno una volta alla settimana, contro il 22,3 per cento degli uomini.
Mentre i giovanissimi appaiono molto disponibili ad accogliere gli animali, più complesso è il discorso dei giovani adulti, più restii a prendersene cura e, in genere, senza animali, quando vivono soli.
Per quanto riguarda la distribuzione geografica degli animali domestici, nel Nordest la quota di famiglie con animali supera il 40 per cento; solo il Centro Italia ha una percentuale maggiore, il 42 per cento. Le aree metropolitane hanno maggiori difficoltà ad accogliere gli animali, nonostante l’aumento dei servizi a loro favore. Nelle città oltre i 10 mila abitanti, sono il 29,4 per cento le famiglie con uno o più animali domestici, percentuale che raddoppia quasi nei Comuni tra 2 mila e 10 mila abitanti.
Resta, purtroppo, difficile, in Veneto nel 2025, la situazione dei canili comunali, che hanno segnalato un aumento degli abbandoni, con cani che, poi, faticano a trovare una nuova famiglia.



