lunedì, 27 maggio 2024
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Dosson, posta la prima pietra della Casa di comunità

Entro il 2025 sarà ultimata una delle strutture programmate dalla Regione Veneto per creare una nuova tipologia di servizio sanitario territoriale, nelle intenzioni, destinato a rafforzare, da un lato, il rapporto tra ospedale e territorio e, dall’altro, l’offerta di prestazioni sanitarie e sociali alla popolazione dell’area nella quale nasce

Prima pietra per la nuova Casa di comunità di Dosson di Casier. Entro il 2025 sarà ultimata una delle strutture programmate dalla Regione Veneto per creare una nuova tipologia di servizio sanitario territoriale, nelle intenzioni, destinato a rafforzare, da un lato, il rapporto tra ospedale e territorio e, dall’altro, l’offerta di prestazioni sanitarie e sociali alla popolazione dell’area nella quale nasce.

La prima pietra dell’opera, dal costo complessivo di 2 milioni 720 mila euro, parte finanziati con i fondi della Misura 6 del Pnrr e parte dalla Regione, è stata posata la scorsa settimana dall’assessora regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, su delega del presidente Luca Zaia, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore regionale Federico Caner, del sindaco di Casier Renzo Carraretto, della presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale Sonia Brescacin, del direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana Francesco Benazzi, di alcuni sindaci dell’area.

La struttura nascerà dalla ristrutturazione dell’ex scuola elementare, su una superficie di 1.510 metri quadri, che ospiteranno un’area accoglienza, diagnostica e prelievi con sale d’attesa, due punti prelievo, una sala polivalente, un ambulatorio di radiologia, due ambulatori generali con infermiere di famiglia, un’area funzionale di Medicina di gruppo integrata, con cinque ambulatori, spogliatoi e servizi igienici. Ci saranno anche sei ambulatori per le visite specialistiche.

“Come Regione - ha detto Lanzarin - stiamo puntando molto su questa nuova tipologia assistenziale, tanto che i lavori per Case di comunità come questa stanno partendo in varie aree e che, alla fine, la sola Ulss 2 Marca trevigiana ne potrà contare 17, mentre 99 saranno quelle realizzate in tutto il Veneto entro il 2026, scadenza fissata dalle tempistiche indicate dalle regole di Pnrr. Hanno un grande significato - ha aggiunto Lanzarin - perché sono nuovi luoghi di medicina di prossimità, vicini al cittadino con servizi sanitari utilissimi, ma anche con il settore sociale, per il quale stiamo lavorando con profitto a una rete con i Comuni”.

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