Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Paese, una parrocchia missionaria
La parrocchia di Paese si contraddistingue storicamente per una marcata vocazione missionaria. Tale inclinazione emerge chiaramente dal n. 152 di Mondo missio, inserto mensile del settimanale parrocchiale “La lettera”, che, il 18 gennaio scorso, ha presentato una dettagliata relazione sulle offerte raccolte nel 2025 a sostegno delle missioni cattoliche, con un’analisi degli ultimi quindici anni.
Il documento restituisce un quadro significativo dell’impegno cristiano ispirato alla Carità evangelica, quella con l’iniziale maiuscola, sottolineando l’importanza della solidarietà verso le persone più svantaggiate e ricordando come la generosità, elargita in nome di Cristo, sia ricompensata con il centuplo di quanto donato.
A Paese, il Gruppo missionario, coordinato da Rino Franceschi, ex dipendente comunale con un’esperienza giovanile maturata in Africa, rappresenta un punto di riferimento per le attività di solidarietà. Oltre a questo gruppo, è importante ricordare il contributo della San Vincenzo e del centro di ascolto, così come delle iniziative occasionali promosse dagli scout e dalla scuola dell’infanzia. Da sottolineare che la parrocchia ospita regolarmente sacerdoti provenienti da Africa, Asia e America Latina, impegnati nello studio e nella formazione per essere, poi, attivi nei rispettivi Paesi, anche grazie agli studi maturati in Italia.
Entrando nel dettaglio della proposta missionaria, lo scorso anno è stato raccolto un importo che sfiora i 20.000 euro, donato da singoli e famiglie, con una somma rilevante proveniente dal 20 per cento del ricavato della sagra del Rosario.
Gli aiuti sono stati destinati alle scuole del Patriarcato Latino, alla parrocchia di Taybeh in Giordania, a padre Giovanni Vettoretto, missionario di Paese che presta servizio nelle Filippine, ai concittadini Simone e Ilaria, missionari laici a Tomanga in Perù (nella foto), al Seminario retto da padre Ugo Vendramin in Colombia, alla scuola di Nkoagang nel Camerun, all’orfanotrofio sostenuto dal vescovo Abel in Congo, alla missione delle suore francescane a Maigarò in Centrafrica, a padre Pio Vittorio Callegari, per progetti da lui sostenuti in Tanzania, per citarne alcuni.
Tuttavia, se si guarda al quindicennio 2010-2025, il totale degli invii è sorprendente: la somma inviata alle missioni supera 654.000 euro. È la concretezza cristiana, è l’“aiutiamoli a casa loro”, non a parole, ma con sincerità e spirito di condivisione. È quando si dice che per guadagnarsi il paradiso non bastano i riti, pur necessari, se non sono accompagnati dalle buone opere.
Tutto ciò è avvenuto senza dimenticare che, nel 2025, le collette effettuate nei tempi di Avvento e Quaresima hanno reso alle missioni diocesane o promosse dalla curia romana altri 4.000 euro.
Il bilancio può essere considerato positivo e soddisfacente, soprattutto se si tiene conto del grande impegno a Paese nel sostenere le opere parrocchiali, come la recente ristrutturazione della Casa del giovane.
A ciò si deve aggiungere le iniziative personali di molti fedeli, che hanno contribuito con donazioni ad associazioni o enti benefici attraverso diversi canali.



