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Unità dei cristiani: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito”
Anche quest’anno ritornano gli appuntamenti ecumenici del mese di gennaio, a partire dalla Veglia ecumenica diocesana, che si celebrerà mercoledì 21 gennaio alle ore 20.45 in duomo a Mogliano Veneto, dove - ed è una particolarità della nostra diocesi - si ritroveranno a pregare insieme tutte le Chiese presenti sul nostro territorio che lo desiderino e con le quali la nostra diocesi mantiene rapporti ufficiali.
La celebrazione, presieduta dal vicario generale, monsignor Mauro Motterlini, costituisce il vertice della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio) e quest’anno, seguendo le indicazioni del Sussidio internazionale redatto dai fedeli della Chiesa apostolica armena, insieme ai loro fratelli e sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche (vd articolo in questa pagina, ndr), pone al centro il tema dell’approfondire la nostra comunione in Cristo, comunione che unisce i cristiani di tutto il mondo. Questa unità divina è il fulcro della chiamata e della missione cristiana ed è sostenuta dal profondo amore di Gesù Cristo, che ci ha posto davanti uno scopo unificato. Come afferma l’apostolo Paolo nella lettera agli Efesini: “Un solo corpo e un solo Spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati” (Ef 4,4). Un versetto che va al cuore della fede cristiana e richiama ciò che ci unisce più profondamente: l’appartenenza a Cristo e il dono dello Spirito santo ricevuto nel battesimo. Prima delle differenze storiche, teologiche e liturgiche, i cristiani condividono una stessa speranza e una stessa chiamata. Questo versetto biblico, capace di racchiudere la profonda dimensione teologica dell’unità dei cristiani, ha ispirato il lavoro dell’informale gruppo ecumenico, che ha preparato la veglia. La riscoperta della personale chiamata in Cristo interpella ogni credente a essere segno visibile di unità, attraverso la preghiera comunitaria reciproca e il riscoprirsi sale della terra, infiammati dallo Spirito santo.
In un tempo come il nostro, segnato quasi irreversibilmente da una privatizzazione della fede, che sembra rendere superflua l’appartenenza ecclesiale, ribadire il legame intrinseco tra l’atto di risposta personale e la sua necessaria dimensione ecclesiale è fondamentale soprattutto in un’ottica di evangelizzazione, soprattutto se questo è fatto nella preghiera comune, condivisa dai fratelli che, pur non cattolici, condividono la stessa risposta affermativa alla chiamata che Gesù rivolge ai primi discepoli. La sfida per arrivare a una fede matura e quindi a una speranza che non delude non riguarda, infatti, solamente i cattolici, impegnati nel Giubileo, ma tutte le Comunità cristiane che vivono questo territorio e questo tempo.
Dal 18 al 25 gennaio le comunità cristiane di tutto il mondo, e anche la nostra diocesi, vivranno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, un appuntamento annuale che invita a riscoprire la fraternità tra i battezzati e a rinnovare l’impegno per l’unità voluta da Cristo. È un tempo prezioso, fatto di preghiera, ascolto della Parola e incontri, che coinvolge non solo i responsabili delle Chiese, ma ogni fedele. Nella nostra diocesi la Settimana sarà vissuta attraverso iniziative condivise, come celebrazioni ecumeniche della Parola, momenti di preghiera, incontri di riflessione e occasioni di conoscenza reciproca con le altre comunità cristiane presenti sul territorio. Gesti semplici, ma significativi, che aiutano a superare distanze e pregiudizi e a riconoscersi come fratelli e sorelle nella fede.
Il Concilio Vaticano II ha ricordato con chiarezza che l’impegno per l’unità riguarda tutta la Chiesa e ogni battezzato. Per questo la Settimana di preghiera non è un evento isolato, ma un invito a uno stile di vita. L’ecumenismo non si esaurisce in pochi giorni all’anno: continua nella preghiera personale, nell’accoglienza, nella collaborazione concreta e nel rispetto reciproco. Partecipare alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani significa riscoprire che, nonostante le differenze, è possibile camminare insieme, sostenuti dallo stesso Spirito e orientati verso la stessa speranza. Un cammino che chiede fedeltà al Vangelo, apertura del cuore e la disponibilità a lasciarsi guidare da Dio verso quella piena comunione, che resta il traguardo e il dono promesso.
La realizzazione della Veglia, a cura dell’ufficio diocesano per l’Ecumenismo, è stata resa possibile grazie alla collaborazione della parrocchia del duomo di Mogliano Veneto, delle parrocchie ortodosse e dalle chiese evangeliche presenti nel territorio diocesano e col patrocinio dell’Issr Giovanni Paolo I del Veneto Orientale. Al termine, un momento di agape fraterna nei locali dell’oratorio don Bosco. (Direttore ufficio Ecumenismo e dialogo)
Gli appuntamenti con la preghiera nel territorio:
- 9 gennaio - venerdì
Montebelluna – Duomo dell’Immacolata Concezione – ore 20.30
- 20 gennaio – martedì
Torreselle - Santi Simone e Giuda Taddeo Apostoli – ore 20.30
- 22 gennaio – giovedì
Castelfranco – Chiesa di San Giacomo Apostolo – ore 20.30
- 23 gennaio – venerdì
Mirano – Chiesa di San Michele Arcangelo – ore 20.30.



