venerdì, 14 giugno 2024
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Alzheimer: nella Castellana si riparte con anziani e famiglie

Il progtto, che era stato interrotto per la pandemia, trova ora il supporto dell’Ulss 2. Al centro il sostegno psicologico

Contro la solitudine, il disorientamento, la paura e la fatica. L’impegno della associazione Alzheimer di Riese si rinforza anche grazie al sostegno del Comitato dei sindaci del distretto 4 dell’Ulss 2 Marca Trevigiana, che ha deciso di supportare economicamente un progetto di aiuto alle famiglie con persone malate di Alzheimer del territorio della Castellana.

“Da diversi anni la nostra organizzazione operava in convenzione con l’azienda sociosanitaria per sostenere pazienti, famigliari e medici - spiega Massimo Pisciotta, presidente dell’associazione Alzheimer -. Ci occupavamo principalmente di valutazione neuropsicologica, come strumento di approfondimento diagnostico e di sostegno psicologico ai famigliari delle persone affette da demenza”. Scaduta la convenzione nel 2019, poco dopo è arrivato il Covid-19, che ha chiuso in casa tutti e a fare maggiore fatica sono state proprio le situazioni complesse di demenza. Hanno dovuto rinunciare alle attività di socializzazione e sostegno, accentuando, così, le condizioni di fragilità propria e di tutto il nucleo famigliare.

“Oggi il progetto riparte - spiega Pisciotta - e mette al centro il sostegno psicologico di chi si prende cura di una persona con Alzheimer”. Gli obiettivi sono principalmente tre: fornire informazioni accurate e dettagliate sulla patologia e sulla sua evoluzione, e dare consigli sulle modalità di comunicazione, di relazione e di gestione del malato, con particolare attenzione ai principali disturbi comportamentali; aiutare il famigliare a comprendere e gestire le proprie emozioni e reazioni psicologiche alla malattia, il senso di impotenza, di colpa, la paura di potersi ammalare; dare informazioni sui corretti e sani stili di vita, che possono aiutare a compensare la predisposizione genetica alla demenza e a influire nell’evoluzione della malattia.

“Nei 30 Comuni dell’ex Ulss 8 si contano 250 mila abitanti, il 20% ha più di 65 anni di età - fa notare Pisciotta -. Sapendo che nei Paesi industrializzati la demenza colpisce l’8% dei cittadini, arrivando a colpire il 10% e oltre degli ultra 75enni, possiamo stimare il numero di malati di demenza nel nostro distretto in circa 3.800, in rapida crescita”. Inoltre, la malattia colpisce due vittime: il malato e la persona che se ne prende cura ogni giorno, la cui aspettativa di vita scende dagli 8 al 17 anni, per lo stress a cui viene sottoposta. Ogni anno, l’associazione Alzheimer di Riese incontra più di 150 persone e 300 caregiver.

“Pertanto, abbiamo attivato dei percorsi di supporto psicologico per i famigliari di persone affette da demenza che prevedono informazione, formazione, ascolto e orientamento, oltre che la valutazione dell’inserimento nella rete dei progetti sollievo”.

A fronte, dunque, della crescente richiesta da parte delle famiglie di essere informate, supportate e guidate, durante il lungo e mutevole percorso che contraddistingue l’evolversi della condizione patologica delle persone con demenza, nasce l’impegno per questo progetto per garantire a tutte le famiglie che ne hanno necessità, un aiuto psicologico concreto, professionale e secondo tempi adeguati. “Solo così ridurremo la percezione di essere lasciate sole di fronte al quotidiano sforzo di creare e sostenere una minima forma di equilibro e benessere, nel complesso sistema sociale e sanitario che la malattia sviluppa”.

Per ulteriori informazioni: 351 8168230; area di Riese, Sara Sabbadin, tel. 328 9124040; area di Vedelago Elisa Civiero, 333 4622191.

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