domenica, 21 luglio 2024
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Strade come fiumi, Castelfranco allagata ancora una volta

Colpita la pedemontana trevigiana da Castelfranco a Castello di Godego, Resana e Riese Pio X. Sono oltre 140 le chiamate ai vigili del fuoco per allagamenti. Esonda l’Avenale

“Ieri è stata una giornata particolarmente difficile perché più zone del Veneto sono state colpite dal maltempo. Dopo Rovigo e il Polesine colpiti in mattinata da una tromba d’aria, ieri sera e in nottata forti precipitazioni si sono abbattute nella zona pedemontana di Castelfranco Veneto. È esondato il fiume Avenale, provocando molti allagamenti. Sono state messe in campo oltre 20 squadre di Protezione Civile che sono ancora in parte al lavoro per ripristinare i danni causati da decine di allagamenti”.

Lo dichiara il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia facendo il quadro della situazione rispetto all’ondata di maltempo che ha investito ieri alcune zone della regione, dal rodigino fino alla pedemontana trevigiana da Castelfranco a Castello di Godego, Resana e Riese Pio X. Sono oltre 140 le chiamate ai vigili del fuoco per allagamenti.

“Confidiamo in un miglioramento delle condizioni meteo nel frattempo si stanno risolvendo le situazioni più critiche – ribadisce Zaia - già ieri abbiamo aperto la dichiarazione di stato di emergenza per quanto accaduto ad Asiago domenica e a Rovigo ieri mattina. Il provvedimento verrà esteso alle zone colpite ieri sera. Ribadisco il ringraziamento a tutti coloro che sono incessantemente all’opera per supportare chi è stato colpito dagli effetti del maltempo: dalla Protezione Civile ai tecnici regionali, dai Vigili del fuoco alle forze dell’ordine e a chi è impiegato nei mezzi di soccorso”.

Sono in corso sopralluoghi dei Tecnici Edilizia della Provincia di Treviso nelle scuole superiori di Castelfranco per verificare i danni causati dal violento nubifragio che nella notte si è abbattuto sul Comune: l’esondazione dell’Avenale ha provocato allagamenti e criticità in particolare all’Ipsia Galilei, nei locali delle officine, palestra e spogliatoi, e all’Istituto Maffioli ex ospedale, dove il livello dell’acqua nei locali sotterranei e al piano terra ha causato danni agli archivi e nelle aree dedicate agli impianti, di entità lievemente inferiore rispetto all’ondata del 17 maggio grazie alle misure precauzionali adottate dalla Provincia già in quella circostanza.Le forti precipitazioni hanno causato, inoltre, una serie di infiltrazioni in tre edifici del Liceo Giorgione, ovvero nella palestra femminile di via Verdi, nel soffitto e nella sala insegnanti dell’edificio in via Colombo e nel seminterrato della sede in via Sarto; colpiti da infiltrazioni anche l’archivio dell’Istituto Rosselli e locali al piano terra dell’Istituto Barsanti.

Proseguiranno nelle prossime ore le attività di ricognizione dei danni, per valutare una prima stima (da aggiungersi ai 300.000 euro di danni conseguiti all’ondata di fine maggio) e le operazioni per il ripristino delle condizioni di sicurezza in tutti gli edifici scolastici.

“Abbiamo lavorato tutta la notte e questa mattina senza sosta, su tutti i fronti, con la Protezione Civile, la Prefettura, i Vigili del Fuoco e i Tecnici Edilizia della Provincia per ripristinare in fretta le condizioni di sicurezza nelle scuole e al contempo rispondere alle centinaia di richieste di soccorso dei cittadini nelle proprie abitazioni – le parole Stefano Marcon, presidente della Provincia di Treviso – ora l’emergenza sembra essere rientrata, fortunatamente non ci sono stati danni a persone. Purtroppo però l’esondazione dell’Avenale non ha risparmiato abitazioni, scantinati e, appunto, edifici scolastici: la violenza della perturbazione, da un prima stima, sembra essere stata superiore rispetto all’ondata di maltempo che abbiamo affrontato a fine maggio. Continueremo a essere operativi con tutte le squadre per riportare tutto quanto prima alla normalità”.

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