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Via del mare, i sindaci vanno avanti

“Ci stiamo muovendo dal punto di vista legale - ha esordito la sindaca di Silea, Rossella Cendron -, ma ribadiamo la nostra volontà a trovare un dialogo con la Regione”. Tra i presenti il forzista Flavio Tosi

Dopo un primo tavolo di concertazione sul progetto Treviso Mare a pagamento, che l’Amministrazione comunale di Silea convocò in municipio il 26 febbraio scorso, invitando tutti i Comuni trevigiani e veneziani coinvolti in modo diretto o indiretto dalla superstrada, il 22 marzo è stata la volta di un secondo appuntamento, sempre a Silea. In questa occasione erano invitate le segreterie provinciali e regionali di partito. Tutti hanno risposto all’appello, tranne la Lega.

Sostanzialmente, il messaggio che ne è uscito, è la volontà di continuare sulla strada del confronto.

“Ci stiamo muovendo dal punto di vista legale - ha esordito la sindaca di Silea, Rossella Cendron -, ma ribadiamo la nostra volontà a trovare un dialogo con la Regione. I cinque Comuni che hanno presentato ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale) per l’aggiudicazione dell’opera (Fossalta di Piave, Meolo, Monastier di Treviso, Roncade e Silea) lo fanno nell’interesse dei cittadini, ai quali la politica deve dare risposte. Il nostro ricorso ha già ottenuto un risultato importante: i Comuni che si erano detti favorevoli all’attuazione dell’opera, si sono interrogati in merito ad alcuni risvolti, legati alle nostre argomentazioni”.

L’incontro di Silea del 22 marzo si è concluso con la proposta dei partiti di redigere un documento condiviso, da presentare come ordine del giorno alla Giunta regionale, per incoraggiare il dialogo fra Comuni ricorrenti e Regione. L’idea del documento condiviso è stata di Flavio Tosi (Forza Italia) ed è stata subito sposata dagli altri consiglieri regionali presenti: Francesca Zottis e Andrea Zanoni (Partito democratico), insieme ad Arturo Lorenzoni (Gruppo misto). “Concordo - ha spiegato Tosi - che la questione non sia politica, ma di rispetto dei territori”.

Andrea Zanoni ha sottolineato: “C’è anche una questione normativa da tener presente: le attuali leggi impediscono a un Ente pubblico (la Regione, in questo caso) di affidare un’opera (la Via del mare) a società (il Consorzio Sis) che siano state sanzionate per inadempienza (i ritardi per la Pedemontana, calcolati dalla Corte dei Conti in 3-6 anni). Oltre al fatto che la Via del mare si basa su un quadro conoscitivo risalente al 2006-2007: si tratta di dati che appartengono a un’epoca diversa da quella attuale”.

D’accordo con la proposta di Tosi anche Arturo Lorenzoni, consigliere regionale del Gruppo misto, che ha aggiunto: “La Via del mare non è solo un problema dei Comuni ricorrenti, è un problema del Veneto. Rappresenta una risposta vecchia, a problemi nuovi. Perché, ad esempio, non si sta investendo nel trasporto pubblico lungo questo tracciato?”.

Nella serata dello stesso venerdì, in sala polivalente a Monastier si è tenuta un’assemblea informativa per tutti i cittadini, alla quale erano invitate anche le associazioni di categoria. Incontro al quale ha partecipato un vasto pubblico. La principale preoccupazione dei sindaci che hanno presentato ricorso al Tar sono le possibili ripercussioni negative sulla viabilità locale e l’impatto ambientale dell’opera, che non sembra in grado di risolvere i problemi di sicurezza. Inoltre, il progetto “toglie una strada pubblica libera, che è già stata pagata dai veneti, rimettendola a loro carico con il pagamento dei pedaggi”.

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