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“Le Figlie di San Paolo oggi lasciano Treviso, dopo 95 anni di presenza e di apostolato, ma rimane la libreria con Rita, Tiziana e Christiana - da tanto tempo nostre collaboratrici - che porteranno avanti la nostra missione. Naturalmente saremo al loro fianco e cercheremo di sostenerle e guidarle. Crediamo sia un dono grande per la Chiesa di Treviso che la Libreria possa continuare a essere un centro culturale religioso e sociale, un luogo dove condividere e alimentare la propria fede, un «pulpito» da dove predicare il Vangelo, come la definiva il fondatore, don Alberione”: è così che le religiose annunciano, alla città e alla diocesi, la loro partenza.
Le prime Figlie di San Paolo arrivarono a Treviso il 16 agosto 1930 e furono accolte dal parroco del Duomo mons. Giovanni Bettamin, il quale fu di grande aiuto per dare inizio al loro apostolato, la diffusione della “buona stampa”, così veniva chiamato in quel periodo l’annuncio del Vangelo con i mezzi della comunicazione sociale.
La congregazione delle Figlie di San Paolo era nata da soli 15 anni, fondata da don Giacomo Alberione nella città di Alba in Piemonte, che ne ebbe l’ispirazione, quando, ancora seminarista, nell’anno di passaggio tra il 1899 e il 1900, rimase molto colpito dalle parole di papa Leone XIII, il quale invitava tutti a pregare perché il nuovo secolo che iniziava nascesse in Cristo Gesù.
Alberione, insieme ad altri chierici del seminario diocesano di Alba, passò la notte in adorazione del Santissimo e si sentì fortemente ispirato a fare qualcosa per il Signore e per gli uomini del nuovo secolo con cui sarebbe vissuto e sentì chiaramente l’invito di Gesù: “Venite ad me omnes”. Gli parve chiaro quanto diceva Giuseppe Toniolo sul dovere di essere gli “apostoli di oggi”, adoperando i mezzi sfruttati dagli “avversari”.
Così nel 1914 nacque la congregazione maschile di San Paolo e la prima tipografia, e nel 1915 la congregazione femminile.
Nel 1930 arrivarono anche a Treviso e iniziarono a diffondere la buona stampa nelle famiglie, organizzando missioni parrocchiali, giornate del Vangelo, quasi in ogni paese della diocesi, e in certi periodi dell’anno anche molto di frequente, invitate dai sacerdoti diocesani. Ogni mese portavamo il bollettino diocesano in tutte le famiglie e in quegli anni furono molte le giovani trevigiane che accolsero l’invito del Signore ad entrare nella congregazione. Dopo due anni di presenza della comunità a Treviso, nell’abitazione di via del Gallo, venne benedetta la loro prima cappella privata, da mons. Longhin, vescovo di Treviso, il quale sollecitò l’apertura di un centro di apostolato. Il primo centro trovò inizio in un piccolo locale del Calmaggiore, poi nel 1933 fu trasferito nei locali di piazza Duomo, dove sono tuttora presenti, e nel 1961 fu il vescovo Antonio Mistrorigo a benedire i locali rinnovati.
“Lungo gli anni i mezzi di comunicazione con cui abbiamo annunciato la ‘Parola’ si sono trasformati, dopo i libri sono arrivati i dischi, le filmine, le diapositive, il cinema, le musicassette, le video cassette, i cd e i dvd” raccontano.
Sono tante le sorelle Paoline che in questi anni si sono succedute nella missione di annunciare il Vangelo con tutti i mezzi che il progresso offriva, restando al passo con la loro evoluzione: oggi si parla di social, di intelligenza artificiale e ambiente digitale, la comunicazione è diventata un “luogo” dove tante persone si incontrano e si relazionano; e il loro apostolato è pertanto impegnato nell’annuncio anche in questo ambiente.
“«Custodire volti e voci dell’umano», questo il tema che papa Leone XIV ha voluto per la Giornata delle comunicazioni sociali che celebreremo il 17 maggio prossimo. Come il Papa stesso scrive - spiegano le Figlie di San Paolo -, è importante mettere al centro l’uomo, salvaguardare l’umano al tempo dell’intelligenza artificiale; usare l’intelligenza umana che, sola, ha la capacità di porre le vere domande esistenziali (Chi sono io? Chi sei tu?) alla luce dell’uomo divino Gesù Cristo; salvaguardare l’umano con la sua capacità di pensiero e di creatività. Celebreremo il nostro grazie al Signore e a tutti voi per quanto abbiamo condiviso in questi anni, ricordando le tante sorelle che si sono avvicendate, domenica 25 gennaio - Festa della Conversione di San Paolo e domenica della Parola - con una celebrazione eucaristica alle ore 11 nella nostra parrocchia del Sacro Cuore, in via Dalmazia. Ci farà molto piacere avervi accanto come lo siete stati in questi anni. Grazie!”.
Una gratitudine testimoniata anche dal parroco del Sacro Cuore, dove le suore avevano la propria casa, don Giovanni Giuffrida che ha ringraziato le consacrate per la loro “presenza spirituale e la preziosa preghiera per la parrocchia”.