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San Donà sempre più amica delle biciclette, riconoscimento Fiab per il settimo anno

Per conoscere i benefici della mobilità lenta abbiamo intervistato Marco Passigato, uno dei più autorevoli ingegneri di mobilità ciclabile in Italia. Autore del biciplan cittadino, e di quello della Venezia Orientale, Passigato coordina da 10 anni un mini master in promozione della mobilità ciclistica all’università di Verona
05/07/2024

Per il settimo anno consecutivo, San Donà di Piave si conferma città amica delle biciclette, riconoscimento assegnato da Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta) alle amministrazioni che promuovono la mobilità ciclabile. Per conoscere i benefici della mobilità lenta abbiamo intervistato Marco Passigato, uno dei più autorevoli ingegneri di mobilità ciclabile in Italia. Autore del biciplan cittadino, e di quello della Venezia Orientale, Passigato coordina da 10 anni un mini master in promozione della mobilità ciclistica all’università di Verona.

San Donà è presenza fissa nella rete dei Comuni ciclabili di Fiab. Quali sono le novità dell’aggiornamento del biciplan e quali misure sviluppare per promuovere ulteriormente l’utilizzo della bici?

Il biciplan è un piano di programmazione che parte dal presente e organizza gli interventi futuri, dando precedenza a pedoni e ciclisti. Esso riassume il risultato del lavoro fatto in questi anni e introduce le nuove possibilità del codice della strada. Gli interventi del biciplan si dividono in hard e soft. I primi riguardano le infrastrutture fisiche, piste o corsie ciclabili; i secondi mirano a creare un clima amico della bicicletta, coinvolgendo la cittadinanza e le associazioni, con festival, uscite in bici fuori porta proprio per tener vivo il tema della ciclabilità.

Alcune importanti strade restano pericolose per chi si muove in bici: come migliorare la sicurezza dei ciclisti?

In molte strade urbane, come le vie Battisti e Eraclea, vige la zona 30: ciò significa che il limite dev’essere rispettato per evitare incidenti. Si potrebbe rendere sicura per pedoni e ciclisti ogni strada nel raggio di 500 metri dalle scuole, ampliando i divieti di transito alle auto nelle ore di ingresso e uscita dei ragazzi; per farlo, serve molta comunicazione tra Amministrazione e cittadinanza. Le esperienze del Pedibus per i ragazzi 6-14 anni sono lodevoli: è dimostrato che quando i ragazzi camminano 5/10 minuti prima di arrivare a scuola sono più tonici durante la giornata.

L’Amministrazione comunale vuole realizzare un anello stradale attorno al centro. Quali accorgimenti dovrà adottare l’opera per rispondere alle esigenze di ciclisti e pedoni?

Non so se i ring a senso unico siano ancora validi, anche se intuitivamente possono sembrarlo. Se ci sono sensi unici per le auto, essi devono garantire il doppio senso di circolazione alle bici e prevedere tutti gli accorgimenti per proteggere ciclisti e pedoni, come avviene da sempre in tutta Europa. Inoltre, non è invalidante parcheggiare a 5/10 minuti a piedi dal centro: camminare e pedalare è un fatto di salute personale.

Tra qualche mese verrà inaugurato il nuovo polo intermodale. Come quest’opera potrà migliorare la mobilità ciclabile?

Porta Nuova migliorerà la connessione treno + bus per la mobilità di area vasta, e questo alleggerirà il traffico di bus che ora gravita sull’attuale autostazione. La ciclovia Venezia-Trieste che lambirà le nuove stazioni, ha suggerito la riqualificazione delle vie Trento e Pralungo: dal centro si arriverà alle nuove stazioni con un percorso ciclopedonale privilegiato, largo e scorrevole.

Quali accorgimenti adottare per utilizzare la bicicletta anche per spostamenti più lunghi, come da San Donà alle frazioni più lontane o tra comuni vicini?

I collegamenti con i Comuni più vicini (Musile, Noventa, Fossalta) e con le frazioni più lontane dal centro (Fiorentina, Fossà o Calvecchia) sono già esistenti. Grassaga nei prossimi anni beneficerà di un collegamento diretto attraverso la ciclovia Venezia-Trieste, mentre Cittanova verrà raggiunta con percorsi dedicati lungo i canali. E’ previsto anche un collegamento ciclabile con Ceggia, lungo la SS14.

In questo periodo si sta discutendo su come potenziare l’offerta turistica nell’entroterra del Veneto Orientale. Cosa può offrire il cicloturismo?

I piani intercomunali devono esser sostenuti nel tempo dalle amministrazioni. Il Masterplan della Venezia Orientale e l’ecomuseo Acquae forniscono una griglia di percorsi solida, attraverso interventi soft che creano un clima amico della bici, con famiglie e albergatori ambasciatori del loro territorio. L’istituzione di un mobility manager di macroarea costituirebbe l’ideale cabina per sviluppare la mobilità ciclistica nel Veneto Orientale.

Giorgio Boem

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