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Bullismo e cyberbullismo: necessari interventi strutturali

Quasi un terzo degli studenti veneti ha subito episodi di prevaricazione nei mesi precedenti l’indagine

Il 30 per cento degli studenti veneti dichiara di aver subito almeno un episodio di bullismo nei 2–3 mesi precedenti all’indagine, mentre il 18,2% ammette di aver messo in atto comportamenti da bullo. Il cyberbullismo presenta percentuali più contenute: 8% di vittime e 8% di autori.

Episodi di prepotenze basate sul pregiudizio si attestano su numeri non irrilevanti: l’11% degli studenti riporta soprusi legati al background etnico, l’8% all’orientamento sessuale (reale o presunto) e il 7% alla disabilità.

Si tratta di alcuni risultati del rapporto su bullismo e cyberbullismo per l’anno scolastico 2024/25 in Veneto, realizzato nell’ambito del progetto nazionale piattaforma Elisa, frutto della collaborazione tra il Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’Università di Firenze. Scopo dell’inchiesta annuale è quello di rafforzare le azioni di tutela in ambito scolastico, promuovendo ambienti educativi sicuri, inclusivi e rispettosi, tramite la condivisione di strumenti concreti di conoscenza e intervento. Il progetto si articola in due attività. La prima è la formazione online, rivolta a docenti, dirigenti scolastici e figure di riferimento per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, finalizzata allo sviluppo di competenze educative, relazionali e preventive. La seconda è il monitoraggio, che, attraverso rilevazioni periodiche, consente di osservare la diffusione e l’andamento dei fenomeni nel tempo e di valutare l’efficacia delle azioni messe in atto dalle scuole.

Per quanto riguarda la regione Veneto, al monitoraggio 2024-25 hanno partecipato 22.788 studenti e studentesse delle scuole secondarie di secondo grado, frequentanti 78 istituzioni scolastiche statali. Alla rilevazione rivolta ai docenti hanno risposto 3.079 insegnanti, appartenenti a 108 istituti comprensivi e 51 istituti superiori.

Si conferma la differenza di percezione tra docenti e studenti sul bullismo, rilevata anche nelle annate precedenti: oltre il 90% dei docenti ritiene la scuola sicura e attenta al fenomeno. Un quinto degli studenti percepisce insicurezza e mancanza di sensibilità su tema delle prevaricazioni, mentre quasi un terzo segnala regole poco chiare, con scarsi riferimenti alle conseguenze verso comportamenti scorretti. Tale discrepanza potrebbe derivare, in parte, da modalità d’informazione non pienamente efficaci sulle azioni preventive e di contrasto messe in atto dalle scuole.

La nomina del docente referente per bullismo e cyberbullismo risulta ampiamente diffusa, più dell’85% delle scuole se ne è dotata. Tuttavia, solo un quinto degli studenti conosce questa figura.

La fotografia restituita dalla piattaforma Elisa evidenzia come, in Veneto, il bullismo – in particolare nelle sue forme tradizionali – continui a rappresentare un fenomeno di rilievo, che richiede un’attenzione costante e interventi strutturati.

In questo quadro, il ruolo dell’Ufficio scolastico regionale (Usr) per il Veneto si configura come un elemento strategico di raccordo e valorizzazione delle esperienze maturate sul territorio. Le rilevazioni condotte dall’Usr nell’anno scolastico 2024/2025 – presentate nel novembre scorso a dirigenti scolastici, docenti referenti e insegnanti – confermano la ricchezza e la capillarità delle azioni attivate dalle scuole in materia di educazione alla legalità e di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo. Le attività didattiche e progettuali si concentrano, in particolare, su temi quali la cittadinanza digitale, lo sviluppo delle competenze emotive e relazionali, l’educazione all’affettività, la consapevolezza degli aspetti giuridici connessi alle condotte devianti, la prevenzione della violenza di genere, il contrasto alle mafie e la tutela dei diritti umani. In questa prospettiva, l’istituzione del “Catalogo delle buone pratiche”, che a oggi mette insieme 455 esperienze documentate, rappresenta uno strumento di particolare valore. La selezione, organizzata per ordine di scuola e aree tematiche e resa pubblicamente accessibile online, permette di ricercare, consultare e diffondere le esperienze più efficaci.

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