martedì, 10 febbraio 2026
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Egitto: la potente arma del dialogo muoverà il viaggio del Papa

In attesa dell’arrivo di papa Francesco, padre Giuseppe Scattolin, comboniano e grande esperto del paese nordafricano, racconta i tentativi di avvicinamento tra i fedeli cristiani e musulmani. “Più che il pensiero moderato - spiega il padre comboniano - è importante che nell’islam vada avanti il pensiero riformato e che gli intellettuali islamici si pongano il problema della violenza”.

Padre Giuseppe Scattolin, comboniano, da 40 anni in Egitto e direttore di Dar el Comboni, istituto di altissimo livello per lo studio del mondo islamico, è uno dei massimi esperti in sufismo ed unico cristiano a poter proporre un pensiero di dialogo ad al-Azhar, il maggior luogo di studio sunnita al mondo dove anche papa Francesco si recherà il prossimo 28 aprile ad incontrare i grandi imam.

Il sacerdote ha la voce commossa quando, raggiunto al Cairo, racconta che la visita del Papa è stata preparata da molto tempo dal grande rettore e imam di al-Azhar, Ahmad al-Tayyeb. “Certo - dice - avviene in un momento in cui i cristiani egiziani sono sotto attacco terroristico (com’è accaduto durante la domenica delle Palme a Tanta e a Mar Girgis, e anche martedì scorso al monastero di S. Caterina, nel Sinai), ma al-Azhar si è schierato contro i fondamentalisti, per promuovere l’islam moderato, e sta riflettendo su una «costituzione islamica» in cui si accettino tutti i credo religiosi”.
Molte sono le dichiarazioni rilasciate dalla grande università islamica, una su tutte la proposta di accettazione della carta dei Diritti umani. Un’idea che, pur non avendo riportato successo tra la gente comune, fa ben sperare padre Giuseppe, che continua dicendo: “La visita di papa Francesco è preziosissima, ma quanto incoraggerà un islam moderato sarà da vedere”.
In Egitto, negli ultimi trent’anni, c’è stata una propaganda fondamentalista enorme, soprattutto tramite la tivù, ma il fatto che la popolazione si sia ribellata contro il precedente governo di Al Sisi è assai indicativo. Per padre Scattolin nell’incontro che ci sarà tra il pontefice e il patriarca copto egiziano, Anba Tawadros, l’ecumenismo sarà il tema principale.
L’esperto islamista è consapevole che dopo la visita del Papa non ci saranno cambiamenti repentini, ma il segnale di continua collaborazione con i musulmani moderati è importantissimo e prosegue dicendo: “Più che il pensiero moderato è importante che nell’islam vada avanti il pensiero riformato e che gli intellettuali islamici si pongano il problema della violenza presente nell’islam, come ha fatto papa Giovanni Paolo II quando ha riconosciuto la violenza nella chiesa cattolica e ne ha chiesto perdono”. “E’ necessario – aggiunge padre Giuseppe - l’avanzamento di un certo pensiero critico, senza il quale trovo difficile un’accettazione dei diritti umani, come è necessaria una proposta di una nuova lettura dei testi fondanti, una nuova visione dell’islam che accetti gli aspetti costitutivi della modernità. Occorre una rivoluzione culturale che non si fa da un giorno all’altro, com’è accaduto con il Concilio Vaticano II. Mi auguro che questo si possa fare, che si rinforzi la collaborazione a livello scolastico, di aiuto sociale, ma soprattutto spero cambi la mentalità islamica”. E il comboniano, che da anni studia l’islam, non sarà nella “sua” Cairo ad accompagnare papa Francesco, ma il giorno 28 aprile dalle 16.30 in poi sarà negli studi di Tv 2000 per spiegare agli italiani ogni passo della visita del Papa.

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