Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Giovani e fede: la chiesa prossima
Con la presentazione del documento preparatorio e con la lettera aperta del Papa è iniziato il percorso verso il Sinodo dei Vescovi del 2018 su "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale". Molto spazio all'ascolto dei giovani, ai quali la chiesa "in uscita" si fa vicina, prossima, per accompagnarli nella loro ricerca vocazionale e sostenerli nelle scelte fondamentali
“Il vento dello Spirito non lascia riposare la polvere”. Molto spesso capita anche nella nostra Chiesa che certi temi, una volta trattati ed esauriti, siano posti da parte, archiviati e quindi chiusi; ma la realtà dei giovani non possiamo considerarla come un freddo e neutro argomento, tanto meno possiamo pensare che lavorare e “inventare” per loro abbia mai una fine prevedibile, una esaustività rassicurante. Ecco allora che lo Spirito, per mezzo di papa Francesco, ha voluto dare una sferzata potente al tiepido torpore nel quale probabilmente l’urgenza della fede e del discernimento vocazionale dei giovani si era accoccolata. Lo scorso 13 gennaio in Vaticano ha avuto luogo la conferenza stampa di presentazione del Documento preparatorio della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, in programma per ottobre 2018, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. Nello stesso giorno, papa Francesco ha rivolto, direttamente ai giovani, una Lettera, con la quale ha comunicato la celebrazione del Sinodo ed ha espresso tutto l’affetto, l’attenzione e la sollecitudine verso di loro, spiegando la scelta di porli al centro del cammino sinodale, perché «li porta nel cuore».
Una partecipazione attiva
Il Santo Padre, nella sua Lettera, ha inoltre esortato i giovani a partecipare attivamente al cammino sinodale, perché il Sinodo è per loro: un momento, prezioso ed autentico, in cui tutta la Chiesa si mette in ascolto della loro voce, della loro sensibilità, della loro fede, così come dei loro dubbi, delle loro inquietudini e delle loro critiche.
«Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11): ecco il progetto che Dio ha per gli uomini e le donne di ogni tempo e dunque anche per tutti i giovani e le giovani del III millennio, nessuno escluso.
Come realizzare, allora, questo disegno d’amore che il Padre ha per ciascuno dei suoi figli? Come accogliere la chiamata alla gioia e alla vita in pienezza?
Quel progetto da scoprire
Papa Francesco stimola i giovani ad «intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio» sulla loro vita e li affida a Maria di Nazareth, lei che per prima ha compiuto questo cammino, accogliendo con il suo “sì” la Parola di Dio nella sua vita.
Con le sue parole, il Papa vuole far cogliere la forte motivazione, umana ed ecclesiale, del prossimo Sinodo sui giovani (che sono compresi nella fascia di età tra i 16 ed i 29 anni) nella consapevolezza che l’età giovanile richiede di essere adattata alle differenti realtà locali, come evidenziato dal Documento preparatorio.
Il documento «dà avvio alla fase della consultazione di tutto il Popolo di Dio», con lo scopo di raccogliere informazioni circa l’odierna condizione dei giovani nei variegati contesti in cui essi vivono, per poterla discernere adeguatamente in vista dell’elaborazione dell’Instrumentum Laboris, che sarà il punto di riferimento per la discussione dei Padri sinodali.
Esso si divide in tre parti: la prima invita a mettersi in ascolto della realtà; la seconda evidenzia l’importanza del discernimento alla luce della fede per arrivare a compiere scelte di vita che corrispondano realmente al volere di Dio ed al bene della persona; la terza concentra la sua attenzione sull’azione pastorale della comunità ecclesiale.
Chiesa “in uscita” che si fa prossima ad ogni giovane
L’icona evangelica che apre ed accompagna il percorso è quella di Giovanni, l’apostolo: egli è sia la figura esemplare del giovane che sceglie di seguire Gesù, sia «il discepolo che Gesù amava». Chiamato ad essere testimone della Passione e Resurrezione del suo Maestro, l’esempio di Giovanni permette di cogliere l’esperienza vocazionale come un processo progressivo di discernimento interiore e di maturazione della fede, che conduce a scoprire la gioia dell’amore e permette di capire che la vita può essere vissuta pienamente solo laddove viene donata, annunciando nella quotidianità la Buona Novella.
Attraverso il percorso sinodale, la Chiesa vuole ribadire il proprio desiderio di essere “in uscita”, di farsi prossima ad ogni giovane, accompagnandolo e custodendolo, con l’obiettivo di sostenerlo nel cammino di discernimento vocazionale e nell’assunzione delle scelte fondamentali della vita.
Questo percorso è ispirato dai tre verbi già utilizzati in Evangelii Gaudium 51: riconoscere (ciò che avviene nel proprio mondo interiore), interpretare (ciò che si è riconosciuto) e decidere (come «autentico esercizio di libertà umana e di responsabilità personale»).
Ecco allora che, in quest’ottica, “l’azione pastorale” esplicita il significato che «l’accompagnare i giovani ad accogliere la gioia del Vangelo» ha per la Chiesa, in un tempo, come il nostro, «segnato dall’incertezza, dalla precarietà, dall’insicurezza».
Relazioni e passione educativa
In questa direzione, emerge forte il valore delle relazioni, perché se è vero che i giovani sono i protagonisti dell’azione pastorale, è altrettanto vero che occorrono persone di riferimento (in primo luogo i genitori, poi i pastori, i consacrati, gli insegnanti ed altre figure educative) capaci di guidarli, con passione educativa, a far germogliare quei semi che il Signore ha messo nei loro cuori.
I luoghi in cui ciò si compie sono la vita quotidiana, le attività per i giovani, le Gmg, gli eventi diocesani, le parrocchie, gli oratori, le scuole, le università, il volontariato, le attività sociali, i centri di spiritualità, le esperienze missionarie, i pellegrinaggi...
Gli strumenti sono i linguaggi, l’educazione, la preghiera, il silenzio, la contemplazione…
Crediamo sia occasione di grazia, per l’intera comunità dei credenti, percorrere questo cammino che ci porterà al Sinodo; occasione privilegiata per mettersi in ascolto dello Spirito ed in dialogo con la Parola, che è Via, Verità e Vita.
Lo stile dell’ascolto
Attraverso il Sinodo, ciascun cristiano, assieme ai giovani, è chiamato a scoprire e riscoprire lo stile dell’ascolto, il coraggio della fede, la profondità del discernimento, la cura per i fratelli.
Ancora una volta, il Santo Padre ci esorta ad essere “sale della terra e luce del mondo” (Mt 5, 13-14), per annunciare la gioia del Vangelo: questa è la missione che il Signore ha affidato alla sua Chiesa.



