martedì, 10 febbraio 2026
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Il Papa chiede un immediato cessate il fuoco in Siria

“Voglio sottolineare e ribadire la mia vicinanza a tutte le vittime del disumano conflitto in Siria”. Al termine dell’udienza generale di oggi, prima di salutare i fedeli di lingua italiana, Francesco ha lanciato un ennesimo appello.

“Voglio sottolineare e ribadire la mia vicinanza a tutte le vittime del disumano conflitto in Siria”. Al termine dell’udienza generale di oggi, prima di salutare i fedeli di lingua italiana, il Papa ha lanciato un ennesimo appello per la Siria. “È con un senso di urgenza che rinnovo il mio appello, implorando, con tutta la mia forza, i responsabili affinché si provveda a un immediato cessate il fuoco, che sia imposto e rispettato almeno per il tempo necessario a consentire l’evacuazione dei civili, soprattutto dei bambini, che sono ancora intrappolati sotto i bombardamenti cruenti”.

Le parole durante l'udienza

“In un mondo purtroppo colpito dal virus dell’indifferenza, le opere di misericordia sono il miglior antidoto”. Ne è convinto il Papa, che nella catechesi di oggi, pronunciata davanti a 32mila fedeli, ha sottolineato che “spesso sono le persone più vicine a noi che hanno bisogno del nostro aiuto”. “Non dobbiamo andare alla ricerca di chissà quali imprese da realizzare”, le indicazioni concrete del Papa: “È meglio iniziare da quelle più semplici, che il Signore ci indica come le più urgenti”. Le opere di misericordia, per Francesco, “ci educano all’attenzione verso le esigenze più elementari dei nostri fratelli più piccoli, nei quali è presente Gesù”. “Sentire che Gesù è presente lì dove c’è un bisogno, una persona che ha un bisogno sia fisico che spirituale”, il consiglio del Papa a braccio. “Riconoscere il suo volto in quello di chi è nel bisogno è una vera sfida contro l’indifferenza”, ha proseguito: “Ci permette di essere sempre vigilanti, evitando che Cristo ci passi accanto senza che lo riconosciamo”. A questo proposito, il Papa ha citato la frase di Sant’Agostino: “Timeo Iesum transeuntem”. “Mi sono domandato perché Sant’Agostino ha detto di temere il passaggio di Gesù”, il commento di Francesco: “La risposta, purtroppo, è nei nostri comportamenti: perché spesso siamo distratti, indifferenti, e quando il Signore ci passa vicino noi perdiamo l’occasione dell’incontro con lui”. “Ho paura che il Signore passi e non lo riconosca”, ha detto il Papa traducendo a braccio Sant’Agostino: “Che passi davanti a me in una di queste persone piccole, bisognose, e io non mi accorgo che è Gesù. Ho paura che il Signore passi e io non lo riconosca”.

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