Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Il Papa davanti alla Madonna Nera accolto da una folla sterminata
“Ascoltare, coinvolgerci e farci prossimi, condividendo le gioie e le fatiche della gente, così che il Vangelo passi nel modo più coerente e che porta maggior frutto: per positiva irradiazione, attraverso la trasparenza della vita”. È il triplice imperativo consegnato ai polacchi, durante la Messa a Jasna Gora.
Dall’estasi al raccoglimento. Una preghiera che è sguardo che guarda e si lascia guardare. Papa Francesco ha sostato di fronte all’immagine della Madonna Nera per quasi un quarto d’ora, in silenzio, prima col capo verso l’immagine tanto venerata in Polonia e poi con gli occhi bassi, a trattenere la concentrazione. Dalla sedia bianca collocata per lui al centro della Cappella, Francesco si è quindi alzato e ha donato alla Regina di Czestochowa una rosa d’oro, dono esclusivo che i Pontefici offrono in omaggio all’effige mariana. La rosa di Papa Francesco è in argento e marmo rosa, sormontata dallo stemma papale da cui partono i rami e le foglie. In cambio, il Papa ha ricevuto in omaggio dai padri che reggono la basilica una copia fedele dell’immagine della Madonna Nera. Quindi Francesco si ha celebrato la messa.
“Nato da donna”: è così che “si realizza la venuta di Dio nella storia”. Lo ha ricordato il Papa, all’inizio dell’omelia della Messa celebrata a Czestochowa per il 1050° anniversario del battesimo della Polonia. “Nessun ingresso trionfale, nessuna manifestazione imponente dell’Onnipotente”, ha commentato Francesco: “Egli non si mostra come un sole abbagliante, ma entra nel mondo nel modo più semplice, come un bimbo dalla mamma, con quello stile di cui ci parla la Scrittura: come la pioggia sulla terra, come il più piccolo dei semi che germoglia e cresce. Così, contrariamente a quanto ci aspetteremmo e magari vorremmo, il Regno di Dio, ora come allora, non viene in modo da attirare l’attenzione, ma viene nella piccolezza, nell’umiltà”.
“Tramite questi canali del suo amore, il Signore ha fatto giungere doni inestimabili a tutta la Chiesa e all’intera umanità. Ed è significativo che questo anniversario del battesimo del vostro popolo venga a coincidere proprio con il Giubileo della Misericordia”. Da Czestochowa, Papa Francesco ha tributato il suo omaggio ai due santi polacchi le cui orme sono disseminate ovunque nel Paese. Dio, ha ricordato Francesco nell’omelia, “ci salva facendosi piccolo, vicino e concreto. Anzitutto, Dio si fa piccolo, preferisce i piccoli, ai quali è rivelato il Regno di Dio: essi sono grandi ai suoi occhi e su di loro volge lo sguardo. Li predilige, perché si oppongono alla superbia della vita, che viene dal mondo. I piccoli parlano la sua stessa lingua: l’amore umile che rende liberi. Perciò chiama persone semplici e disponibili a essere suoi portavoce, e a loro affida la rivelazione del suo nome e i segreti del suo cuore”. “Pensiamo a tanti figli e figlie del vostro popolo”, l’invito del Papa: “ai martiri, che hanno fatto risplendere la forza inerme del Vangelo; alle persone semplici eppure straordinarie che hanno saputo testimoniare l’amore del Signore in mezzo a grandi prove; agli annunciatori miti e forti della Misericordia, come san Giovanni Paolo II e santa Faustina”.
“Ascoltare, coinvolgerci e farci prossimi, condividendo le gioie e le fatiche della gente, così che il Vangelo passi nel modo più coerente e che porta maggior frutto: per positiva irradiazione, attraverso la trasparenza della vita”. È il triplice imperativo consegnato ai polacchi, durante la Messa a Jasna Gora. “Dio è vicino, il suo Regno è vicino”, ha esclamato il Papa: “Il Signore non desidera essere temuto come un sovrano potente e distante, non vuole restare su un trono in cielo o nei libri di storia, ma ama calarsi nelle nostre vicende di ogni giorno, per camminare con noi”. “Pensando al dono di un millennio abbondante di fede, è bello anzitutto ringraziare Dio, che ha camminato con il vostro popolo, prendendolo per mano e accompagnandolo in tante situazioni”, il riferimento alla travagliata storia della Polonia: “È quello che, anche come Chiesa, siamo chiamati sempre a fare”.



