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Veneto, l’export resiste nonostante i dazi
Il Veneto mostra resilienza davanti al caos globale, e si conferma leader per propensione all’estero, nonostante dazi e Germania. Con un rapporto tra interscambio e PIL pari a circa il 71%, è la regione italiana più orientata agli scambi internazionali (56% il dato nazionale), terza per export di beni (13% del totale). Sulle prospettive a breve prevale la cautela e “attesa”, per il clima globale di incertezza e volatilità, ma in miglioramento. Nel 2026 le esportazioni sono attese stabili (+/-3%) dal 52,8% delle imprese manifatturiere del Veneto orientale (61,5% nei servizi). Quattro su dieci (40,9%) si aspettano una crescita, che per il 31,5% sarà compresa tra il +3/+10%. I Paesi target restano Germania, Francia e Stati Uniti. Diversificazione dei mercati di sbocco (per il 54,8%) e ampliamento dei fornitori, sono state la risposta a minacce tariffarie e instabilità geopolitica, percepite come i principali rischi. Oltre alla riorganizzazione delle reti di fornitura verso Paesi più vicini o amici (friend-shoring) per maggiore sicurezza degli approvvigionamenti. Rafforzamento nei mercati già serviti (per il 54,7%) e diversificazione delle rotte (Medio Oriente, Gran Bretagna, Africa e Cina) lo saranno nei prossimi due anni. La risposta ai dazi Usa privilegia la collaborazione con i fornitori e l’abbassamento dei prezzi, rispetto a ricollocamento della produzione o stabilimenti negli Usa. L’integrazione tra export di beni e offerta di servizi (servitizzazione) si consolida come leva strategica sui mercati esteri per il 56,0% delle imprese manifatturiere (71,2% nella metalmeccanica), generando più valore e migliori performance.
È quanto emerge dall’Osservatorio Export 2025 Sicurezza economica, internazionalizzazione e integrazione dei servizi nel manifatturiero di Confindustria Veneto Est, curato da Fondazione Nord Est e Sace, realizzato su un campione di 786 imprese manifatturiere e di servizi delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo che rappresentano circa metà dell’export veneto (37,2 miliardi euro nel 2024). L’indagine (realizzata tra 31 ottobre-25 novembre 2025) approfondisce in particolare l’impatto dell’incertezza globale sulle decisioni strategiche e organizzative delle aziende, con focus su Germania e Stati Uniti, e gli scenari 2026.
L’evento di presentazione si è svolto oggi a Palazzo Giacomelli di Treviso. Sono intervenuti Silvia Moretto Consigliere Delegata agli Affari Internazionali di Confindustria Veneto Est, Marina Benedetti Senior Economist Ufficio Studi SACE, Gianluca Toschi Ricercatore Senior Fondazione Nord Est, Sergio Pizzini Head CIO Research Equity & Bond Deutsche Bank. I temi dell’Osservatorio e le esperienze di internazionalizzazione sono stati discussi con Mauro Longo AD di Ambiente 1985 Srl, Renza Altoè Garbelotto AD di Parchettificio Garbelotto Srl, il Vice Presidente e AD di PAL Srl Antonio Dal Ben, Stefano Solmi AD di Orion Srl. L’evento è stato moderato da Katy Mandurino, Giornalista economica.
«In uno scenario di caos globale, dall’Osservatorio emerge con forza che le imprese del nostro territorio internazionalizzate sono consapevoli delle sfide e capaci di adattare le strategie ai cambiamenti e agli shock - dichiara Silvia Moretto, Consigliere Delegata agli Affari Internazionali di Confindustria Veneto Est -. L’apertura ai mercati è una scelta strategica per le nostre aziende, che realizzano il 40% del fatturato all’estero, nonostante tensioni geopolitiche, nuovo protezionismo e crisi tedesca, grazie alla loro capacità competitiva. Ma occorre fare di più per sostenerle nel tentativo di cogliere il cambiamento in atto. È necessaria, in particolare, una politica industriale capace di far fronte alle nuove frontiere dell’innovazione e dell’IA. E una strategia di sistema, pubblico-privato, per accompagnarle verso nuovi mercati ad alto potenziale e rafforzare la competitività di lungo periodo. In questo quadro, accordi ambiziosi come quelli Ue-Mercosur, che va attivato senza altro indugio, e con l’India, sono un moltiplicatore di opportunità anche per il nostro territorio, perché aprono spazi rilevanti di sviluppo e partnership e riducono dazi che oggi penalizzano fortemente le nostre imprese. Come Confindustria Veneto Est, ci concentreremo sul supporto alle imprese nel presidio di questi mercati, anche con approcci di filiera, valorizzando l’esperienza e l’eccellenza di prodotti e servizi come quelli delle aziende Exporter of the Year, per aumentare ancor più la competitività e il ruolo del Made in Italy nel mondo».
Nel corso dell’evento è stato assegnato il Premio Exporter of the Year 2025 riservato ad aziende partecipanti alla ricerca che si sono distinte per la performance sui mercati internazionali. Per la categoria Grandi Imprese ha vinto PAL Srl; per la categoria Piccole e Medie Imprese premio a Parchettificio Garbelotto Srl; nella categoria Beginners (aziende con esperienza più recente sui mercati esteri) ha vinto Ambiente 1985 Srl. Menzione speciale nella categoria Servizi a Orion Srl.



