giovedì, 12 marzo 2026
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Fumigazioni con pesticidi e moria di pesci, la denuncia dei nostri missionari dal Paraguay

“Il pesce che ora non c’è più era il cibo per molte famiglie. Purtroppo qui nel Neembucu, nostra terra di missione, la terra è utilizzata dai grandi proprietari brasiliani per la coltivazione del riso”, si legge nella denuncia.

La terra, nostra casa comune, protesta per il male che provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. Serve davvero una «conversione ecologica».
Dalla rilettura dell’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco, soprattutto qui, in questa terra guaranì sorge una riflessione da una realtà che, in questi giorni, colpisce Potrero Gonzales Norte, una comunità della nostra area missionaria. Nella foto qui sopra si vedono i pesci morti a causa dei processi di fumigazione nelle nostre zone. Il pesce che ora non c’è più era il cibo per molte famiglie delle nostre comunità.
Purtroppo qui nel Neembucu, nostra terra di missione, la terra è utilizzata dai grandi proprietari brasiliani per la coltivazione del riso. E’ una terra oramai molto inquinata per l’uso di pesticidi e della fumigazione: metodo di disinfestazione tramite il quale si riempie completamente una zona con gas biocidi, definiti fumiganti, per soffocare o avvelenare tutti i parassiti e i germi all’interno. I gas usati uccidono ogni essere vivente e sono ovviamente nocivi anche per l’uomo. Crediamo che il rispetto dell’ambiente, la preoccupazione per la natura e la giustizia verso i poveri è un impegno comune. Proprio al n. 36 dell’enciclica il papa dice: “La cura degli ecosistemi richiede uno sguardo che vada aldilà dell’immediato, perché quando si cerca solo un profitto economico rapido e facile, a nessuno interessa veramente la loro preservazione. Ma il costo dei danni provocati dall’incuria egoistica è di gran lunga più elevato del beneficio economico che si può ottenere. Nel caso della perdita o del serio danneggiamento di alcune specie, stiamo parlando di valori che eccedono qualunque calcolo. Per questo, non possiamo essere testimoni muti di gravissime inequità quando si pretende di ottenere importanti benefici facendo pagare al resto dell’umanità, presente e futura, gli altissimi costi del degrado ambientale”. (don Giovanni Fighera, don Gianfranco Pegoraro, Germana Gallina e Debora Niero, missionari fidei donum a san Juan Bautista de las Misiones, Paraguay)

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