Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Spinea: il progetto di volontariato Mi prendo cura apre ai rifugiati
Il sindaco Checchin ha coordinato un incontro con la Caritas parrocchiale che ospita 5 rifugiati e la cooperativa “Il Villaggio Globale” che accoglie 15 richiedenti asilo e rifugiati. Lo scopo è avviare le procedure per inserire questi ragazzi all’interno del progetto.
Il progetto “Mi Prendo Cura” cresce. Due giorni fa il sindaco Checchin ha coordinato un incontro con la Caritas parrocchiale che ospita 5 rifugiati e la cooperativa “Il Villaggio Globale” che accoglie 15 richiedenti asilo e rifugiati nell'ambito della rete Sprar (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), coordinata dal Ministero dell'Interno in collaborazione con Anci, Servizio Centrale e gli Enti Locali Capofila. Lo scopo è avviare le procedure per inserire questi ragazzi all’interno del progetto Mi Prendo Cura. A fianco dei volontari italiani, 16 ragazzi provenienti da Africa e Asia opereranno gratuitamente per pulire i parchi, ridipingere panchine e inferiate, piantumare bulbi e fiori nelle aiuole e nei giardini delle scuole, togliere erbacce, pulire le giostre delle aree verdi.
I volontari “Mi Predo Cura” diventano così strumento di accoglienza e di concreta solidarietà nel nome della cittadinanza attiva che tanto sta a cuore agli spinetesi. Tutto il materiale d’uso e l’ assicurazione sarà fornita dal Comune che organizzerà anche il corso di formazione e sicurezza per tutti i volontari. Lavorare insieme, chiacchierare, conoscersi, scambiarsi saperi ed esperienze, tutto questo sarà occasione per i giovani africani di conoscere di più e meglio la realtà di Spinea, i suoi abitanti, i suoi parchi ed integrarsi nel pieno rispetto delle regole e con gradualità. Tutti i rifugiati stanno frequentando corsi serali di lingua e cultura italiana.
Alcuni stanno frequentando corsi per ottenere la licenza media. Nei loro paesi erano parrucchieri, contadini, giardinieri, allevatori, muratori, meccanici, aiuto cuoco ma adesso sono rifugiati politici perché sono fuggiti da situazioni di conflitto o da pesantissime discriminazioni. Provengono da Nigeria, Camerun, Gambia, Pakistan, Afghanistan, Somalia, Senegal e Mali. Negli incontri in corso si stanno verificando tutte le condizioni per potenziare il progetto “Mi Prendo Cura” coordinato dal Cons. Delegato Paolo Barbiero e avviare successivamente momenti di incontro, magari coinvolgendo le persone anziane del Centro di via Cici ed i bimbi perché essere comunità significa guardare oltre i pre-concetti e aprirsi all’altro e alla sua umanità nel rispetto delle norme.



