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Cattolici, maneggiate la storia! L'invito di Castagnetti. Dibattito sul referendum anche in live streaming

Ha preso il via ieri sera la trentesima Settimana sociale dei cattolici trevigiani intitolata “Sul crinale del cambiamento”, con un denso contributo introduttivo del vescovo, mons. Gianfranco Agostino Gardin e una ricca e stimolante relazione dell’on. Pierluigi Castagnetti, già vicepresidente della Camera dei Deputati.

30/09/2016

Ha preso il via ieri sera la trentesima Settimana sociale dei cattolici trevigiani intitolata “Sul crinale del cambiamento”, con un denso contributo introduttivo del vescovo, mons. Gianfranco Agostino Gardin e una ricca e stimolante relazione dell’on. Pierluigi Castagnetti, già vicepresidente della Camera dei Deputati.

All’inizio delle serata è toccato a Stefano Zoccarato e a mons. Lucio Bonomo, rispettivamente presidente dell’Azione cattolica di Treviso e della Vita del popolo (i due storici organizzatori della Settimana sociale), ricordare il significato di un appuntamento giunto al traguardo della trentesima edizione.

“Una longevità – ha detto subito dopo mons. Gardin – che risponde ad una domanda di riflessione”, e che esprime “al tempo stesso “l’irrinunciabile dovere di una comunità ecclesiale”, chiamata a chiedersi in che contesto storico è immersa, sul come è presente e su quali scelte compie. Venendo al tema della Settimana di quest’anno, il Vescovo ha riconosciuto l’efficacia dell’immagine scelta, quella del crinale. Di fronte al rischio di scivolare per l’uno o per l’altro versante, serve un “passo sicuro”.

Il Vescovo ha poi fanno cenno ai “pericolosi populismi”, che hanno presa su molti poiché “gli slogan semplificatori si sostituiscono alle analisi attente”. E si è chiesto: “In che misura il cattolico si reca alle urne con giudizio documentato e pensato?”. Il voto, infatti, dovrebbe essere uno strumento per promuovere la democrazia, ma non coincidere con essa.

Subito dopo l’on. Castagnetti ha affrontato nella sua relazione il tema del contributo dei cattolici alla “progettazione della casa comune” in settant’anni di Italia repubblicana. Un racconto appassionato, il suo, ricco di aneddoti sul contributo dei cattolici alla stesura della Carta costituzionale, frutto soprattutto degli intensi rapporti che Castagnetti ebbe con Giuseppe Dossetti.

“Noi cattolici – ha detto Castagnetti partendo da Luigi Sturzo – la democrazia la abbiamo dovuta imparare. Atene non è Gerusalemme. Ma l’abbiamo imparata bene”. Ed ha poi esortato: “I cattolici sono chiamati ad ordinare le cose del mondo secondo Dio, possiamo anche dire che devono fare storia, sono chiamati a giocarsi ma acquisendo l’intelligenza della storia”.

Ed è quello che una generazione di politici cattolici riuscì a fare, ancor prima della Costituente, e poi durante il lavori dell’assemblea che scrisse la Carta costituzionale. Un impegno che veniva da lontano: dallo studio, dalla capacità di progettare e di “maneggiare la storia”.

Una generazione fatta “non solo di teorici”, ma anche di governanti, capaci di costruire la democrazia in Italia e di farla crescere a ritmi di crescita del 7-8% annuo, portando il paese ad essere una delle maggiori potenze industriali dal 45° posto del 1945.

E adesso? Se ne parlerà nelle prossime sere, ma Castagnetti ha invitato a “capire quanto sta avvenendo”, a stare dentro il cambiamento. Leggere la storia, appunto.

Domani, venerdì 30 settembre, alle 20.30. dibattito “Verso il referendum sulle riforme istituzionali. Le ragioni del Sì e quelle del No”, con i costituzionalisti Stefano Ceccanti e Luca Antonini. Sarà possibile seguire la serata anche in live streaming sul sito www.lavitadelpopolo.it.

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