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Mobilitazione civica per l'autonomia del Veneto
I veneti, a differenza di chi li governa, non credono all’indipendenza, sono per l’autonomia. Lo conferma un sondaggio realizzato dall’istituto Quaeris i cui risultati sono stati presentati sabato a Silea in occasione dell’incontro promosso da Simonetta Rubinato in vista del referendum sull’autonomia del Veneto.
I veneti, a differenza di chi li governa, non credono all’indipendenza, sono per l’autonomia. Lo conferma un sondaggio realizzato dall’istituto Quaeris i cui risultati sono stati presentati sabato a Silea in occasione dell’incontro promosso da Simonetta Rubinato, parlamentare del Pd, per lanciare una mobilitazione civica in vista del referendum sull’autonomia del Veneto. In una sala gremita, l’analista politico Paolo Pasi ha messo in guardia: “Dal sondaggio emerge un ampio potenziale a favore di una schiacciante vittoria del sì. Però i sostenitori della causa devono lavorare perché questo potenziale si trasformi in voto e non in un boomerang che sarebbe la pietra tombale per ogni aspirazione autonomista”.
“Non sarà un boomerang – ha subito chiarito il prof. Mario Bertolissi – a patto che i cittadini capiscano che l’autonomia non arriva a casa come un pacco dono. La Corte dei conti ci ha dato un assist eccezionale: ora tocca ai veneti scuotersi, non più pecore ma popolo di indignati. Una battaglia che non deve avere però colore politico”.
“Io ho sostenuto la battaglia dell’on. Rubinato che aveva presentato un emendamento alla riforma costituzionale per il riconoscimento della specialità del Veneto, alla pari delle vicine regioni del Trentino A.A. e del Friuli V.G. – ha detto il prof. Luca Antonini – ma a Roma non si è capito che questo sarebbe stato un vantaggio per tutta l’Italia, perché il Veneto è un territorio in cui risorse pubbliche un’alta resa, basta citare la sanità”.
Anche il prof. Carlo Buratti ha ricordato che “valorizzare le diversità, significa lasciare liberi di correre i territori che sono in grado di correre e di crescere”.
“Oggi abbiamo capito che la stoffa per confezionare un nuovo vestito per il Veneto c’è, lo strumento del sarto ce lo ha dato la Corte costituzionale ammettendo il quesito referendario. Ora serve il sarto che in parte sta a Venezia e in parte a Roma. E quel sarto va sollecitato dando la voce al popolo perché sappia quale è la volontà dei veneti” ha concluso l’on. Rubinato.



