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Saranno i veneti a pagare la Pedemontana
Nella nuova soluzione individuata dalla Regione, i 300 milioni di euro del mutuo che la Regione dovrà contrarre con la Cassa depositi e prestiti saranno finanziati con una manovra sull’addizionale Irpef. Opposizioni infuriate, gli artigiani soddisfatti per il piano, non per le nuove tasse.
Saranno i cittadini veneti a pagare il completamento della Superstrada pedemontana. Martedì 7 marzo il presidente del Veneto Luca Zaia ha presentato il nuovo piano per completare i lavori e scongiurare il blocco dei cantieri. Nella nuova soluzione individuata dalla Regione, i 300 milioni di euro del mutuo che la Regione dovrà contrarre con la Cassa depositi e prestiti saranno finanziati con una manovra sull’addizionale Irpef.
La manovra prevede l’intervento solo sui redditi superiori ai 28.000 euro, con i circa 120.000 contribuenti oltre 55.000 euro che garantiranno la quasi totalità del gettito. La manovra sull’addizionale Irpef dovrebbe partire dal 2018. Il nuovo piano prevede un traffico medio pari a 27mila veicoli al giorno, tariffe contrattuali scontate del 23 per cento per i veicoli leggeri e del 16 per cento per quelli pesanti, il venire meno dell’esenzione dal pedaggio per i residenti, la modifica delle titolarità dei proventi da pedaggio, che passa dal concessionario (Sis) al concedente (Regione del Veneto), la conseguente diminuzione degli introiti della concessione per il Sis pari a 6,7 miliardi di euro, l’eliminazione dell’originario canone di disponibilità a carico della Regione del Veneto che era pari a 532 milioni di euro in 15 anni. Forti le proteste delle opposizioni. “Zaia ha dato tanti numeri - afferma il consigliere del Pd Andrea Zanoni - ma alla fine i dati che emergono sono due. Anzitutto, per finanziare l’opera metterà le mani nelle tasche dei veneti alzando le tasse. La beffa maggiore però è per i residenti, cornuti e mazziati, visto che Zaia ha cancellato l’esenzione dal pedaggio decisa nel 2009 da Galan e ridotta di nascosto nel 2013”.
Gli artigiani: piano promosso a metà
“La notizia è di sicuro impatto per l’economia veneta: la pedemontana si farà. Una ottima notizia per le migliaia di imprese artigiane e non, che vivono ed operano in quell’area e che potranno finalmente avere una infrastruttura all’altezza delle necessità. Bene quindi che il Presidente Zaia abbia trovato una soluzione per far ripartire i cantieri e bene soprattutto che si riducano i rischi e gli oneri a carico della Regione trasformando la garanzia di ricavo minimo in un canone di disponibilità. Malissimo invece che il fiscal compact ci obblighi a mettere le mani nelle tasche dei veneti ed anche la modalità scelta per questa tassa di scopo che assomiglia troppo ad una patrimoniale”. Lo afferma Agostino Bonomo Presidente di Confartigianato Imprese Veneto che precisa: “due le perplessità che abbiamo sulla distribuzione della nuova tassa: la prima è che trattandosi di un’opera viaria avremmo trovato più corretto scaricare la maggior parte dei costi su chi la utilizzerà -e quindi sui pedaggi- piuttosto che sui cittadini, la seconda è che troviamo altrettanto scorretto caricare il maggiore onere solo sul 20% della popolazione. E’ una vera e propria aberrazione fiscale. Sarebbe più equo che, escludendo ovviamente i redditi sino a 15mila euro, si chiedesse almeno al milione e trecentomila cittadini tra i 15mila e 28mila euro anche un solo euro al mese di contributo simbolico”.
“Tutto ciò premesso -prosegue il Presidente-, pur essendo certi che siano state fatte tutte le verifiche possibili, ci sembra assurdo che il Veneto non possa chiedere, per un’opera così importante e di valenza nazionale, una deroga al fiscal compactche è il solo ed unico motivo per cui si chiede la manovra sull’addizionale IRPEF. Una manovra per giunta che -per come è stata concepita- assomiglia ad una patrimoniale ed intende coprire per altro, non solo la rata del mutuo ma altre poste come: il sociale, il TPL, il diritto allo studio, metropolitana di superficie e bacini di laminazione. Sembra che l’occasione della Pedemontana sia stata colta al volo per coprire una serie di servizi ed investimenti che nulla hanno a che vedere con la strada in questione e che pongono anche dei seri dubbi sulla temporaneità del provvedimento”.



