sabato, 14 febbraio 2026
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Statali, nuovo contratto: la soddisfazione dei sindacati trevigiani

“Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, per il comparto è un cambiamento storico - commenta Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Funzione pubblica Belluno Treviso -, un risultato ottenuto grazie alla mobilitazione coraggiosa e determinata dei lavoratori pubblici anche nella Marca".

Dopo un blocco durato 7 anni, ieri Cgil, Cisl e Uil hanno firmato l'accordo quadro con il Governo sul rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Il provvedimento, nella Marca, riguarda 17 mila lavoratori impiegati nella pubblica amministrazione, negli enti locali e nella sanità. Previsto un aumento medio di 85 euro lordi mensili, ma anche una svolta nelle relazioni sindacali e un impegno, da parte del Governo, a sostenere la graduale introduzione anche nel settore pubblico di forme di welfare contrattuale.
“Siamo soddisfatti per il risultato raggiunto, per il comparto è un cambiamento storico - commenta Fabio Zuglian, segretario generale della Cisl Funzione pubblica Belluno Treviso -, un risultato ottenuto grazie alla mobilitazione coraggiosa e determinata dei lavoratori pubblici anche nella Marca. Dobbiamo ricordare che si tratta di lavoratori che garantiscono servizi essenziali per i cittadini e che in questi 7 anni, oltre ad operare con un contratto scaduto, hanno anche subìto numerosi attacchi che hanno colpito tutti in maniera indistinta. Con questo accordo si rimettono al centro i lavoratori e la contrattazione - anche quella di secondo livello - al centro e ci s'impegna, come chiedevamo, a individuare nuovi sistemi di valutazione che garantiscano un'adeguata valorizzazione delle professionalità e delle competenze professionali dei lavoratori pubblici. La conseguenza non potrà che essere un miglioramento dell'organizzazione del lavoro necessaria per avere enti innovativi e funzionali alle necessità dei cittadini. L'altro aspetto molto positivo è che finalmente si aprirà la strada anche nel pubblico impiego al welfare aziendale, alla decontribuzione dei premi di produttività e all'incentivo alla previdenza complementare”.

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