giovedì, 12 marzo 2026
Meteo - Tutiempo.net

Una mortale boccata di smog

Tutti presi dalle analisi sulla vittoria di Trump in Usa e dalle italiche schermaglie sul referendum, è passato sottotraccia il Rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, i cui dati sono, invece, da allarme rosso: 467.000 morti premature ogni anno nel nostro caro vecchio continente a causa dell’inquinamento. Il parere di un medico pneumologo e di un esperto di politiche ambientali.

Tutti presi dalle analisi sulla vittoria di Trump in Usa e dalle italiche schermaglie sul referendum, è passato sottotraccia il Rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente, i cui dati sono, invece, da allarme rosso: 467.000 morti premature ogni anno nel nostro caro vecchio continente a causa dell’inquinamento. E per fortuna che, a confronto con il passato, la qualità dell’aria è migliorata. Ma non così tanto: lo smog, infatti, è il principale fattore di rischio per la nostra salute. Ce ne preoccupiamo? Decisamente poco. E poco se ne parla. A inizio novembre a Marrakesh, in Marocco si è tenuta la Conferenza annuale sul cambiamento climatico, in cui 196 Paesi dovevano stabilire come mettere in pratica quanto deciso a dicembre 2015 con l’accordo di Parigi sul clima. Per la prima volta a livello mondiale, infatti, nella capitale francese i governi hanno concordato all’unanimità un patto contro il riscaldamento globale, impegnandosi a mantenere l’aumento di temperatura inferiore ai due gradi, a non incrementare le emissioni di gas serra e a versare 100 miliardi di dollari ogni anno ai paesi più poveri per aiutarli a sviluppare fonti di energia meno inquinanti. Importanti accordi, sempre che non siano disconosciuti come sembra abbia intenzione di fare Donald Trump.
Si preoccupano poco gli amministratori, dell’inquinamento. Si preoccupano ancora meno i semplici cittadini. Eppure quanto di brutto respiriamo è causa di malattie cardiovascolari e respiratorie, in anziani e bambini soprattutto, come ci conferma il dottor Giorgio Santelli, responsabile di Pneumologia dell’Ulss 9: “Difficile dare riscontro nel nostro territorio dell’incremento della mortalità, perché si tratta di piccoli numeri. Certo è che ad ogni aumento di concentrazione di inquinanti corrisponde l’aumento delle malattie cardiovascolari e respiratorie, e il riacutizzarsi. E la Pianura Padana è la zona più inquinata”. In attesa di un repentino e massiccio cambio di stile di vita, ogni persona può adottare delle misure precauzionali: “Soprattutto pazienti anziani, cardiopatici, bambini piccoli in carrozzina, non dovrebbero uscire nelle giornate di molto smog. Per tutti gli altri è consigliabile coprirsi la bocca”. Semplici ma sempre utili consigli ribaditi dal dottor Santelli. D’altronde se l’inquinamento della Pianura padana è a livello di quello dei paesi asiatici, non ci deve più far sorridere quella mascherina con cui i “davide” cinesi combattono il “Golia” smog.
L’aria è inquinata soprattutto a causa del biossido di azoto dovuto agli scarichi delle auto, ma anche agli impianti di riscaldamento. E qui ognuno di noi può fare la sua parte, rispettando le norme per la temperatura, non superiore ai 20°, e garantendo così anche il proprio benessere, confermato dal dottor Saltelli: “Non è positiva la temperatura molto alta nelle nostre abitazioni dove non filtra l’aria. Oltrettutto lo sbalzo termico poi con l’esterno può provocare conseguenze negative per l’organismo”.

Matteo Mascia, docente all’Università di Padova, responsabile del Progetto Etica e Politiche ambientali della Fondazione Lanza, non è stupito del poco rilievo dato dalla stampa ai dati drammatici delle morti premature in Europa dovute all’inquinamento: “Purtroppo la percezione della problematica ambientale o meglio socio-ambientale, come l’ha più volte definita papa Francesco, così come il consumo insostenibile delle risorse, è decisamente scarsa. E proprio sulla consapevolezza etica, morale, culturale occorre agire”. Secondo il docente "tutte le riposte che si possono mettere in campo vanno fatte, comprese quelle delle domeniche ecologiche che non produrranno molti risultati, ma, oltre a essere dovute per legge al raggiungimento di un certo numero di sforamenti del Pm10, per quanto impopolari ed efficaci limitatamente, creano attenzione. Qualche risultato migliore si avrebbe con il contenimento del riscaldamento, difficile però effettuare il controllo casa per casa. E in ogni caso tutte queste decisioni vanno accompagnate da forti campagne di informazione".

L'intervista integrale a Matteo Mascia sul numero in uscita

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
19/02/2026

Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...

05/02/2026

È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...

TREVISO
il territorio