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Conclusa la pulizia delle maggiori aree turistiche lungo il Piave

In oltre due mesi di attività sono state raccolte più di 2 tonnellate di rifiuti raccolti in 21 aree individuate con i 10 Comuni coinvolti nel progetto. La raccolta è stata eseguita da 25 persone, di cui 18 in difficoltà impegnate in percorsi di reinserimento lavorativo: una forte testimonianza di quanto il lavoro sia fondamentale per risollevarsi da contesti difficili.

Presentati oggi, giovedì 23 novembre, i risultati dell’ultima l’iniziativa del Consiglio di Bacino Priula per preservare al meglio il nostro territorio: la pulizia delle principali aree turistico-naturalistiche del Piave.

Il progetto, iniziato durante l’estate dalla “spiaggia di Saletto” a Breda di Piave, si è ufficialmente concluso a fine settembre ed è arrivato a toccare 21 zone in 10 diversi Comuni, come l’area monumentale di Salettuol a Maserada sul Piave e la località Ae Barche a Pederobba.

Complessivamente sono stati raccolti oltre 2.100 kg di rifiuti abbandonati nelle aree pic-nic, sulle rive e lungo i percorsi naturalistici del Piave.

I rifiuti ritrovati e poi raccolti dagli operatori si possono suddividere in due categorie: piccoli rifiuti sparsi a terra, come: bottiglie, lattine, mozziconi, cartine e imballaggi in plastica, e resti di pic-nic chiusi in sacchetti. Per la maggior parte, si tratta di rifiuti riciclabili che potevano avere una seconda vita e invece sono stati lasciati a terra da cittadini incivili che non hanno avuto cura del nostro ambiente.

L’attività, coordinata a livello operativo da Contarina, è durata un paio di mesi e ha coinvolto i 10 Comuni rivieraschi di: Breda di Piave, Crocetta e Giavera del Montello, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, Pederobba, San Biagio di Callalta, Spresiano, Susegana e Zenson di Piave.

Dati alla mano, l’iniziativa è stata molto utile ed efficace dal punto di vista ambientale, ma ha raggiunto anche altri risultati a livello sociale. La pulizia delle aree da ripulire lungo il Piave è stata affidata ad Alternativa Ambiente cooperativa sociale per favorire la riabilitazione e l'inserimento lavorativo di 18 persone in difficoltà, attualmente in carico ai servizi sociosanitari dell'Ulss2.

Paolo Contò, direttore Consiglio di Bacino Priula, spiega: “Abbiamo deciso di ampliare le azioni già intraprese dal Bacino Priula per la pulizia dei corsi d’acqua, coinvolgendo anche l’area del Piave. All’attività di raccolta dei rifiuti galleggianti nel Sile svolta con le canoe e avviata nel 2015, quest’anno si è aggiunta questa iniziativa. Un progetto con una doppia valenza, ambientale e sociale, che amplia il significato di “tutela del territorio”. I risultati ottenuti dimostrano ancora una volta quali importanti obiettivi si possano raggiungere grazie alla collaborazione con le Amministrazioni Comunali e le realtà del territorio.”

Gli fa eco Marco Toffoli, presidente Alternativa Ambiente cooperativa sociale: “Abbiamo aderito con entusiasmo al progetto, poiché siamo impegnati da 30 anni sia nel creare opportunità di lavoro per persone portatrici di svantaggio, sia nella tutela dell’ambiente. La pulizia delle zone rivierasche del Piave è stata svolta da squadre di 4-5 persone composte da un nostro operatore-tutor assieme a persone che stanno scontando pene sostitutive (nello specifico lavori di pubblica utilità e in regime di semilibertà) o seguendo percorsi di inserimento lavorativo: soggetti psichiatrici o con altre forme svantaggio. Oltre al grande lavoro svolto per l’asporto dei rifiuti abbandonati in luoghi dove la raccolta può essere realizzata solo manualmente, abbiamo constatato il loro orgoglio di essere stati parte attiva in un progetto di cui hanno beneficiato l’ambiente e l’intera comunità. Questa esperienza sottolinea una volta di più quanto queste persone possano dare un grande contributo alla collettività: un’economia circolare sociale che crea valore”.

Il progetto è stato finanziato dal premio del bando Gect “Euregio Senza Confini”, l’ente regionale dell’Unione Europea che sostiene progetti di recupero del patrimonio nelle regioni della Carinzia, Friuli-Venezia Giulia e Veneto.

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