Dossier

I fedeli hanno a cuore le sorti dei propri sacerdoti e quando ci sono necessità non mancano offerte, anche generose. Sulle offerte deducibili, però, occorre fare un salto di qualità. Questo il parere di due nostri parroci

L'impegno di Paul Bhatti e dell'associazione dedicata al fratello ucciso 11 anni fa. Della "Missione Shahbaz Bhatti" fanno parte anche la nostra diocesi e il patriarcato di Venezia. Tra gli obiettivi il dialogo tra le diverse religioni

Il reportage dal confine tra Polonia e Bielorussia, con i privati e le associazioni che provano a portare soccorso e ad accogliere i migranti. Tra le manipolazioni della politica, in particolare dei gruppi di destra, una minoranza di cattolici cerca di far sentire la propria voce

E' quanto afferma il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia. “Questo giornale è la storia della nostra comunità". Il sindaco Conte: rappresenta un costante punto di incontro fa Istituzioni civili, religiose e cittadini, che possono trovare in questa testata un riferimento e una guida". L'apprezzamento del presidente della Provincia Marcon -"Fate davvero un buon lavoro" - e dei sindaci Maccarrone (Camposampiero) e Cereser (San Donà).

È questo il valore aggiunto di questo giornale, scrive il direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali della Chiesa italiana. Che ci chiede “un impegno a custodire la memoria di quanto fatto con dinamicità. Un giornale non può e non deve essere statico”.

In un momento in cui il mondo della carta stampata è interessato da una crisi economica e identitaria la cui conclusione temporale non è facile intravedere, festeggiare un simile anniversario diviene ancora più importante e significativo in quanto offre davvero un segnale di speranza.

Significativo resta tuttora che il giornale sia nato nel 1892 quale organo del Comitato diocesano del Movimento cattolico (Opera dei Congressi) dove i laici nell’ambito ecclesiale operavano da protagonisti, impegnati sia nella formazione spirituale sia nel sostenere e promuovere le molteplici iniziative sociali, economiche, educative, che nascevano nelle parrocchie territoriali, dove preti e laici lavoravano insieme, finalizzate al riscatto delle classi subalterne, alla giustizia sociale e alla promozione umana. Dunque le tre componenti hanno formato il suo Dna dalla nascita.

"Che bella intuizione, che bella scelta, 130 anni fa, chiamare il settimanale diocesano di Treviso La Vita del popolo.  Il nome era un programma, espresso fin dalle prime righe della prima pagina". Lo scrive mons. Tomasi, nel suo messaggio per l'importante anniversario. "Il contributo che il settimanale offre al nostro tempo è una forma efficace per vivere il mandato missionario che il Signore affida alla sua Chiesa".

Noi, fedeli alla tradizione più che centenaria del giornale, intendiamo continuare a essere una voce chiara e, per quanto possibile, autorevole, quella, appunto, del popolo e a favore del popolo. Non asservita a nessuno, libera nei confronti di ogni forma di autorità civile, politica e culturale, a costo, come è successo anche in questi anni, di essere criticatia motivo, soprattutto, del nostro impegno nel sostenere e farci voce degli ultimi, dei poveri, degli immigrati e degli emarginati. Vogliamo essere il “manifesto” di chi non ha voce. In questo ci è di luce e conforto il magistero di papa Francesco.

L'intervista: Paola Bignardi, già presidente Ac, parla con franchezza della crisi del laicato, che “non esiste più”. E individua alcune strade nuove, che passano per l’abbandono di un “clericalismo” che “assolutizza le cose di Chiesa”

Oggi, nel contesto di una Chiesa sinodale, la piramide si è rovesciata, per usare il linguaggio di Francesco, ma i problemi rimangono. Manca il respiro di una chiesa che sappia parlare agli uomini e alle donne di oggi. La posta in gioco è alta. Serve un ascolto leale, ma non solo

Il racconto dal principale e tradizionale molo di sbarco dei migranti a Lampedusa. Arrivati a migliaia in quest’estate. Ma invisibili per gran parte della popolazione e dei turisti. Con alcune eccezioni...

"Voi siete una parte di noi e noi siamo una parte di voi" la frase che campeggiava a Najaf. Nello storico viaggio è visibile l'impronta di un percorso che Francesco sta perseguendo con tenacia e creatività

Il coraggio di Enrico De Bortoli di aprire in piena pandemia. Un progetto di co-working con altri artigiani: "Mettersi insieme consentirebbe di attrarre lavoro e non di andare, ognuno per conto proprio, a cercare lavoro"

Elisa Adamo, fotografa trevigiana, sta raccontando, soprattutto attraverso i social, la sua personale esperienza di malata di Covid e quella di tutta la sua famiglia. "Proprio ora - ci scrive in questa testimonianza - aspettando un risvolto positivo che casualmente (o forse no?) coincide con il tempo dell'attesa della Nascita del Signore, vedo tutto il suo infinito amore. Non siamo soli"

Due termini si rincorrono nelle letture della Liturgia: luce e parola. Un Verbo che è luce, una parola che illumina, perché Dio stesso è Luce e “in Lui non vi sono tenebre” (1Gv 1,5). La luce non è più un elemento naturale, ma diventa immagine stessa di Dio che vuole raggiungerci, che dissipa le tenebre con lo sfolgorio della sua gloria.

A fine ottobre “Rimanere insieme” ha festeggiato con un convegno i 20 anni di vita, insieme ai 30 anni dell’Advar, la realtà trevigiana impegnata nell’assistenza ai malati terminali - a domicilio e nell’hospice “Casa dei gelsi” -, che ha scelto di accogliere il progetto fin dal suo nascere e di promuoverlo.

“Sì, è proprio una missione. Ci sono i missionari e ci sono i giornalisti, che hanno il compito di cercare di capire cosa succede nel posto in cui sono inviati, di fare chiarezza là dove invece si cerca di nascondere, come per esempio sta succedendo per la Libia e per i migranti”. Far venire alla luce, appunto, ciò che altrimenti resterebbe al buio. E’ d’accordo, il giornalista di “Avvenire” Nello Scavo, quando gli facciamo notare che abbiamo scelto anche la sua vicenda per arricchire questo numero della “Vita del popolo”, incentrato sul legame tra il Natale e la luce, in particolare il “portare alla luce”.

Mille e sessantanove: sono le nozze celebrate in tutte le chiese della nostra diocesi nel 2018. E l’anno che sta per finire promette un ulteriore calo: forse si arriverà a 1.050, con la particolarità di parrocchie che, in un intero anno, non hanno mai visto celebrato un matrimonio. Centocinquantotto matrimoni religiosi in meno rispetto al 2017. Quasi la metà di quelli celebrati nel non lontano 2005. I dati diocesani confermano sostanzialmente il dato nazionale dell'Istat. Abbiamo provato a fare una lettura di questo fenomeno con don Tiziano Rossetto, da pochi mesi direttore dell’ufficio diocesano di Pastorale famigliare.

Il 20 novembre 1989 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò all’unanimità la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, 54 articoli in cui per la prima volta veniva messo nero su bianco l’impegno a proteggere tutti i bambini e tutte le bambine del mondo.

“Fede e diritti dei bambini: studio multi-religioso sulla convenzione dei diritti dei bambini” è il titolo della ricerca condotta esplorando il contributo delle sette grandi religioni del mondo alla tutela dei piccoli. Attraverso il documento si attesta il ruolo delle comunità di fede nella nascita e attuazione della Convenzione universale per i diritti dell'infanzia

Sono passati ormai trent’anni da quel 9 novembre 1989: era sera quando venne abbattuto il simbolo della Guerra fredda.La caduta del Muro di Berlino è un pezzo della nostra storia europea, uno snodo fondamentale per capire l’ascesa dei populismi e delle politiche protezionistiche oggi. Far memoria serve anche ad aiutarci a non commettere gli stessi errori oggi.

Che la nuova legge regionale in tema di residenzialità pubblica avrebbe suscitato polemiche, era prevedibile. Gli inquilini delle case popolari protestano per gli aumenti degli affitti, o perché corrono il rischio di perdere l’abitazione dove risiedono da una vita.