È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Catechisti ospiti di Gesù
L'assemblea del 1° ottobre ha aperto il cantiere di lavoro di quest'anno, centrato sull'ospitalità: conoscere Gesù significa sentirsi accolti da lui man mano che gli facciamo spazio nella nostra vita
L’assemblea dei catechisti dello scorso 1° ottobre ha aperto il cantiere di lavoro di quest’anno, con l'importante contributo di don Paolo Sartor, direttore dell’Ufficio catechistico nazionale.
Il progetto formativo che proponiamo ai catechisti si comprende nel titolo “Ospiti di Gesù”. La parola “ospite” è una parola dal suono pieno, promettente, una parola che si gradisce sperimentare e che si fa memoria di esperienze importanti. A seconda di dove è formulata svela il suo significato: si addice infatti a colui che riceve qualcuno nella propria casa ma anche a colui che viene accolto. Accomuna più persone, sancisce l’incontro avvenuto, magari anche solo sulla soglia di casa, ma indica oltrepassata la porta del cuore. L’affetto, l’amicizia, nell’ospitalità trovano la loro unica liturgia.
Il primo annuncio di un Dio che ci ama
Conoscere Gesù significa vivere l’esperienza dell’ospitalità nella quale ci sentiamo straordinariamente accolti da lui man mano che gli facciamo spazio nella nostra vita. Ospite è proprio il titolo adatto a Dio, la narrazione della relazione intima, familiare, che egli cerca con noi e che è esperienza prima, necessaria per ogni evangelizzatore. Dentro questa relazione intima un catechista, impegnato ad accompagnare all’incontro con Gesù, può trovare ciò che è essenziale far risuonare, il primo annuncio che non può mai mancare e che racconta un Dio che ci ama, ci cerca, ci perdona, cammina con noi, per aiutarci a trovare una vita dal gusto pieno. Se per un verso il titolo che abbiamo scelto vuol far pensare proprio alla necessaria relazione di un catechista con il Signore, per altro ci propone di affrontare ulteriormente il tema della relazione che i bambini e i ragazzi (ma anche gli adulti) sono chiamati a sperimentare con il Signore.
Volto accogliente di Dio
L’accompagnamento al vero incontro con Gesù lo sentiamo quanto mai urgente, si tratta però di uno spazio di annuncio relativamente nuovo da abitare in una società post-cristiana. Un tempo il compito del catechista era quello di aiutare ad ordinare le idee su Dio; ora questo non basta, occorre accompagnare all’incontro con Gesù e trasmettere l’arte della relazione con lui, un impegno per tutta la comunità cristiana.
Abbiamo un bel compito da svolgere ma più grande ancora è il nostro desiderio di imparare ad essere il volto accogliente ed ospitale di Dio per questo tempo della nostra storia.



