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Settimana sociale: poveri, scelta “non opzionale”
La scelta dei poveri e “per” i poveri ha tante facce, tutte connesse tra loro. Si tratta di una questione “teologica”, prima che morale, nel senso che è Dio, per primo, a scegliere i poveri; quindi “antropologica”, a tutto tondo, perché ne va della nostra identità umana; poi, di conseguenza, tale scelta chiama in causa la società, la politica, la stessa economia, perché anche quest’ultima ha maggiori strumenti di comprensione, se conosce non solo la povertà in modo astratto, ma anche i poveri, in carne e ossa.
Questo il messaggio giunto dalla seconda serata della Settimana sociale dei cattolici trevigiani, intitolata quest’anno, in occasione della sua 39ª edizione, “Poveri amici”, sulla scia dell’esortazione di papa Leone XIV Dilexi te. L’incontro, “Dio sceglie i poveri”, svoltosi in Seminario, a Treviso, il 25 settembre, è stato moderato dalla giornalista Francesca Gagno e ha visto la partecipazione del teologo don Francesco Scanziani e dell’economista Davide Maggi.
Don Scanziani ha sviluppato i contenuti che già aveva anticipato nell’intervista pubblicata lo scorso numero. “Dio sceglie i poveri, sceglie l’ultimo - ha affermato -. A noi stessi viene chiesto di ricentrarci, tenendo presente che ognuno di noi è povero, e dunque amato dal Signore.”. Quella che, spesso, è stata chiamata “opzione per i poveri”, in realtà, non è “opzionale”, “si tratta semplicemente del Vangelo”, come spiegava sempre il teologo peruviano Gustavo Gutiérrez, più volte citato dal relatore.
Maggi ha affrontato la questione dei poveri dal punto di vista dell’economista. “La realtà si vede meglio dai margini”, ha fatto notare, invitando a recuperare il “senso” del vivere, un parola ricca, con almeno tre accezioni: sensibilità, direzione, significato. L’invito del relatore è stato di guardare alle persone, e dunque ai poveri, prima che alle statistiche, un invito che viene, del resto, rivolto esplicitamente da papa Leone XIV nella Dilexi te. Invito che sottintende la centralità della fraternità, senza la quale l’uguaglianza diventa egualitarismo e la libertà libertarismo.
Nella seconda parte del suo intervento, Maggi, da economista, ha invitato a conoscere quelle che il Magistero della Chiesa chiama “strutture di peccato”, spiegando: “Il Nord del mondo si è costruito a spese del Sud. Pensiamo alla mentalità estrattivista, per la quale l’Occidente depreda i Paesi più poveri delle loro risorse”. La stessa globalizzazione è partita negli anni Settanta del secolo scorso, dal Nord del mondo, attraverso la leva del consumo, che è stato agevolato da una finanza compiacente, fino alla crisi del 2008. Frutti di un sistema economico che ha “scartato” il povero, invece di guardarlo in faccia e conoscerlo.
Temi che vengonoi sviluppati nella serata di giovedì 1° ottobre, intitolata “Chi paga il conto? Geopolitica e scenari internazionali”.
L’ultimo appuntamento, in collaborazione con Partecipare il presente, si terrà a Paese, al cinema teatro Manzoni, il 22 ottobre alle 20.45, sul tema: “Farsi casa. Soluzioni al problema dell’abitare”.



