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La notte trevigiana, occasione d'incontro tra i giovani e Gesù

Giovani che evangelizzano altri giovani attraverso l'incontro personale nei luoghi della movida trevigiana. Si è tenuto sabato 25 marzo l'evento Questa è la notte, organizzato dai frati di San Francesco di Treviso, per dare la possibilità ai giovani di incontrare Gesù.

Treviso di notte, come sempre, è avvolta d’incanto e non v’è punto in cui uno sguardo avido di stupore si posi, senza poter saziare la sua sete di bellezza. Se poi non si è soli, Treviso di notte ha il potere di mettere a nudo la propria persona, e non si può che essere se stessi, senza fronzoli e sovrastrutture, insieme a chi si ha a fianco. Sarà per questo che Treviso di notte riesce a consacrare ogni incontro, che sia una vecchia o una nuova conoscenza, caricandolo di emozione e di significato.

Forse è questa una delle ragioni del successo di Questa è la notte, l’evento organizzato dai frati di San Francesco di Treviso, pensato per dare la possibilità ai giovani di incontrare Gesù. L’iniziativa, partita con tre appuntamenti fra il 2015 e il 2016, è stata riproposta, visto il successo della formula, e l’ultimo evento si è tenuto sabato scorso, il 25 marzo (alcuni momenti nelle foto di Alberto Schiavon).

“Giovani che evangelizzano altri giovani attraverso l'incontro personale nei luoghi della movida trevigiana – spiega frate Nicola Zanin –. Una proposta nella notte, a porte aperte che ha il suo centro nell'adorazione eucaristica: nella chiesa di San Francesco vengono accolti i giovani incontrati nelle piazze e accompagnati davanti a Gesù, tra preghiere, testimonianze e worship music (genere simile al rock cristiano e importato dal mondo anglosassone, ndr). Un contesto favorevole per permettere che questo incontro avvenga nel cuore di ciascun giovane”.

Coppie di ragazzi incontrano nelle diverse zone di Treviso altri giovani per invitarli a Questa è la notte. “È difficile perché sei presa dell’emozione e da tante domande – racconta E. –. Le persone che incontriamo, inizialmente reagiscono con un attimo di imbarazzo. Poi c’è chi è stupito, chi non è interessato, magari anche chi ti risponde male. Sta a te, dall’altra parte, di accogliere il prossimo con il sorriso e la maniera che ti viene più spontanea”.

Chi accetta l’invito ed entra in chiesa, trova subito un’altra persona pronta a riceverlo. “Cerchiamo di instaurare subito un rapporto con il giovane – spiega G. –. Gli lasciamo un biglietto vuoto dove può scrivere una preghiera o un ringraziamento. Poi la persona che lo ha accolto lo porta al Santissimo, e lì pregano insieme. In un cestino il giovane lascia la sua preghiera e prende un altro bigliettino con una versetto della Bibbia da portare a casa”.

Nel frattempo, a fianco all’altare John, giovane artista, definisce, tratto dopo tratto, il volto raccolto una Madonna. E., invece, racconta la storia, che lui definisce “normale, quotidiana”, del suo incontro più significativo con il Signore, avvenuto attraverso il dolore della malattia e della successiva morte del padre.

E intanto, la musica degli Hold Up, il gruppo ufficiale dell’evento, accompagna e guida l’adorazione, rendendo ancor più intimo l’incontro con il Signore nella meravigliosa chiesa di San Francesco. La cui preziosa semplicità, tipica del periodo di transizione fra il romanico e il primo gotico, sembra costituire la cornice perfetta, fondendosi con la musica, come se la dimensione visiva e quella auditiva fossero inscindibilmente connesse in un’unica, ineffabile, esperienza spirituale.

“Suonare con gli Hold Up – confessa A. – è un'esperienza totalmente diversa dalle altre band, eppure, non ce n'è un'altra che si avvicini di più all'idea di band che sia dentro il mio cuore. Davanti a Gesù, poi, le nostre ultime resistenze barricate vengono meno e della nostra imperfezione e della nostra nudità, Lui riesce a fare grandi cose, è proprio il caso di dirlo! È proprio come suonassi e cantassi per il mio innamorato, solo che siamo in tanti, tutti assieme e tutti, smisuratamente amati”.

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