È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Migranti morti: la preghiera nel silenzio che sale dal profondo del mare
Venerdì 7 ottobre, nella Casa della Carità – la sede di Caritas Tarvisina – si è svolta una preghiera per ricordare il terzo anniversario del naufragio che, il 3 ottobre 2013, ha visto morire nel mare di Lampedusa 366 migranti.Circa 500 i presenti.
Venerdì 7 ottobre, nella Casa della Carità – la sede di Caritas Tarvisina – si è svolta una preghiera per ricordare il terzo anniversario del naufragio che, il 3 ottobre 2013, ha visto morire nel mare di Lampedusa 366 migranti. Una data, il 3 ottobre, che è diventata la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione. La Giornata, celebrata quest'anno per la prima volta, è stata istituita con una legge voluta dal Parlamento e promulgata dal presidente della Repubblica il 21 marzo 2016.Il momento di riflessione nel cortile della Casa della Carità è stato accompagnato dalle parole del Vescovo Gianfranco Agostino che, commentando il brano del Vangelo che narra della fuga di Giuseppe e Maria con il neonato Gesù in Egitto (Mt, 2,13-18) ha spiegato il senso della commemorazione."Ascoltiamo il silenzio”, ha detto il Vescovo, è "l’invito dato a questo nostro ritrovarci e che campeggia davanti a noi. In verità un grido intenso e straziante si eleva dal silenzio di quel mare che gli antichi chiamavano “nostrum”, un pianto e un lamento senza fine, perché troppi figli, troppi fratelli, non ci sono più, non ci sono crudelmente più. È il pianto, il lamento dei disperati in fuga che non raggiungono la meta, ma anche quello di tutti i derelitti e gli oppressi della terra, degli impoveriti dalle immani ingiustizie che pervadono il mondo e che non cessano di produrre troppi ricchi epuloni e troppi poveri lazzari".Maggiori informazioni e le parole integrali del Vescovo sul sito della Diocesi di Treviso.



