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Al via la bonifica alla Nuova Esa, al confine tra Marcon e Mogliano
È in dirittura d’arrivo il risanamento ambientale del sito “Ex Nuova Esa”, l’area situata tra i comuni di Marcon e Mogliano Veneto, che per anni ha rappresentato una criticità per la presenza di rifiuti pericolosi e non pericolosi, originariamente sottoposti a sequestro giudiziario.
L’assessora regionale Elisa Venturini ha effettuato oggi un sopralluogo per fare il punto sulla quinta e ultima fase degli interventi, i cui lavori di smaltimento sono stati recentemente affidati a seguito del via libera tecnico ottenuto lo scorso 26 giugno 2025 in coordinamento con NOE (Nucleo Operativo Ecologico) e Vigili del Fuoco.
L’operazione, gestita da Veneto Acque S.p.A. come soggetto attuatore, ha visto un investimento complessivo da parte della Regione del Veneto pari a 7.835.485,17 euro, finanziati interamente attraverso i fondi della Legge Speciale per Venezia.
“Oggi scriviamo la parola fine su una vicenda complessa che ha pesato per troppo tempo su questo territorio - dichiara l’assessora all’Ambiente -. Grazie a uno stanziamento imponente di oltre 7,8 milioni di euro, la Regione è intervenuta in via sostitutiva per garantire la sicurezza dei cittadini di Marcon e Mogliano Veneto. Siamo all’ultima fase di un percorso iniziato anni fa: dopo aver messo in sicurezza il sito con le prime quattro fasi, ora procediamo allo smaltimento definitivo dei residui”.
Lo scorso 26 giugno 2025, a seguito di un confronto tecnico con ilNOE e i Vigili del Fuoco, è stato definito il piano per la quinta e ultima fase di smaltimento. “I lavori sono stati affidati e questo significa che il traguardo della bonifica definitiva è ora realtà”.
“Tuttavia – prosegue l’assessore – non posso nascondere una nota di profonda amarezza. È doloroso vedere come la mano pubblica sia costretta a impiegare ingenti risorse dei contribuenti per rimediare ai danni causati dall’irresponsabilità di alcuni privati. Sebbene la soddisfazione per il risultato tecnico sia tanta, resta ferma la nostra speranza che i responsabili siano chiamati a rispondere del danno arrecato alla collettività. La Regione non si è voltata dall’altra parte, ma è giusto ribadire che chi inquina deve pagare”.
L’intervento è stato possibile grazie a una serie di stanziamenti progressivi: ai primi 2 milioni di euro assegnati nel 2009, si sono aggiunti oltre 3,3 milioni nel 2018 e, infine, l’ultima quota di 2,5 milioni di euro deliberata nel 2020 per il completamento definitivo delle operazioni.



