All’inizio del loro appuntamento d’autunno, i Vescovi, riuniti nel Consiglio permanente della Cei, hanno...
Leone in Francia, ultimo giorno: Europa e giovani
Il Pontefice si trasferisce stamattina in aereo da Lourdes a Metz, dove alle 10 partecipa ad un incontro interreligioso e all’appuntamento “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”, in programma alle 11 presso il Centro congressi Robert Schuman, alla presenza del presidente francese, Emmanuel Macron, che ha invitato i leader dell’Unione europea. Al termine sono previsti incontri privati bilaterali con capi di Stato e di governo. Alle 16 la messa nella cattedrale di Santo Stefano. Il quinto viaggio apostolico internazionale di Leone XIV si concluderà con la cerimonia di congedo in aeroporto e il rientro all’aeroporto di Fiumicino, previsto alle 20.
Guerre insensate e pace necessaria
“Il primato della persona e il carattere sacro e inviolabile della vita umana, in tutte le sue fasi e in ogni circostanza; la tutela della libertà degli individui; l’importanza primaria della famiglia come fondamento della società; l’attenzione verso i poveri e i più bisognosi; l’accoglienza dello straniero, il rispetto degli anziani”. Sono questi, per il Papa, “i fondamenti morali del mondo in cui viviamo”. “La vostra Chiesa locale, che conserva l’eredità unica di un dialogo fecondo tra società civile e fede, in virtù del suo status particolare, ha la responsabilità di essere un laboratorio vivente di questa fedeltà”, la consegna per Metz, nell’omelia della messa presieduta in cattedrale: “Rimanere fedeli a questi pilastri non è stato facile, nemmeno per coloro che ci hanno preceduto. Eppure, con coerenza e perseveranza, i nostri antenati ce li hanno lasciati in eredità come tesori, da trasmettere a nostra volta alle generazioni future”. Poi l’omaggio alla cattedrale, arricchita dalle vetrate di Marc Chagall, che “ci dice che la luce del Signore non cancella le specificità, ma unisce storie e culture diverse in un unico e meraviglioso mosaico di pace, necessario alla nostra epoca, lacerata da nuove divisioni e da nuovi conflitti”. “Contemplando queste vetrate, impariamo che il futuro dell’Europa non risiede nell’uniformità, ma nell’armonia delle differenze, dove la ferita del passato diventa una fessura che lascia filtrare luce”, ha concluso il Papa, che ha esortato gli abitanti di Metz ad esser “un faro di speranza un faro di speranza per questo Paese, per l’Europa e per il mondo”.
“Queste guerre non hanno più senso”. Durante la conferenza stampa sul volo da Metz a Roma, il Papa ha risposto così ad una domanda sulle guerre in Russia e in Ucraina. “Non è per essere politico o non politico, ma serve una voce che cerca di promuovere i valori della dignità umana, dell’importanza della vita, della possibilità di spendere più sulla salute e l’educazione e meno sulle armi”, ha affermato Leone XIV, secondo quanto riferisce Vatican news: “Credo che la Chiesa abbia la responsabilità di promuovere questi valori, invitando continuamente i leader, come in Russia e in Ucraina e in altri Paesi, a venire, a sedersi, a dialogare, a cercare come risolvere i problemi senza continuare. In questo senso, la Chiesa continua ad alzare una voce. Non possiamo obbligare nessuno, a volte sembra che può sembrare inutile, ma continuiamo a parlare, continuiamo a invitare, continuiamo ad annunciare il Vangelo”.
Incontro interreligioso
“Se la fecondità delle tradizioni religiose si manifesta innanzitutto nel loro servizio alla pace e alla fratellanza, essa si esprime anche nella loro capacità di proteggere, accompagnare e servire la vita”. Ne è convinto il Papa, secondo il quale “la grandezza di una civiltà non si misura dai suoi successi materiali, ma dal modo in cui circonda, protegge ed eleva la persona umana”. “Le religioni sono custodi della vita: esse ne affermano il valore sacro”, ha ricordato Leone XIV durante l’incontro interreligioso al Centro Congressi Robert Schuman di Metz: “La loro fecondità si manifesta nella presenza amorevole accanto alle persone più vulnerabili e più fragili”. “Servire la vita significa circondarla di cure, presenza e tenerezza, soprattutto nella prova, fino alla fine”, ha detto ancora una volta facendo eco ai discorsi di Parigi e Lourdes: “A noi che siamo aperti alla trascendenza, spetta la missione di offrire punti di riferimento solidi, in particolare ai giovani, per costruire una comunione che rispetti e valorizzi la dignità di ogni persona umana”.
L’appello ai giovani
Sono i giovani a dover “costruire l’Europa di oggi e di domani”. Lo ha ribadito il Papa, sulla scorta di Robert Schuman, quando osservava: “Che questa idea di un’Europa riconciliata, unita e forte diventi d’ora in poi il motto per le giovani generazioni, desiderose di servire un’umanità finalmente liberata dall’odio e dalla paura, che reimpara, dopo troppo tempo di divisioni, la fratellanza cristiana”. “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”: “Non sottomettetevi alla logica della violenza e dell’oppressione. Amate la vita in ogni momento e non abbiate paura del futuro! Non abbiate paura di formare una famiglia, di generare figli, di difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all’ultimo respiro. Non abbiate paura di lavorare instancabilmente al servizio del bene delle vostre comunità, anche attraverso l’impegno politico. Siate costruttori di comunità! E con voi, l’Europa, saldamente radicata, continuerà a fiorire e a ispirare il mondo intero”.



