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Per un incontro vivo con Gesù: il cammino sinodale inizia in preghiera

Venerdì 3 febbraio la celebrazione di avvio del Cammino sinodale “Discepoli di Gesù verso un nuovo stile di Chiesa” ha riunito in Cattedrale tutti i membri dell'Assemblea sinodale. Appuntamento al 18 febbraio per il primo confronto nei gruppi.

Venerdì 3 febbraio la celebrazione di avvio del Cammino sinodale “Discepoli di Gesù verso un nuovo stile di Chiesa” ha riunito in Cattedrale tutti i membri del Cammino e anche altri fedeli, sacerdoti, diaconi, religiosi, religiose e persone consacrate che hanno voluto riunirsi in preghiera per l’inizio di questo importante percorso.

Ha detto nel suo intervento il vescovo, mons. Gianfranco Agostino Gardin: "Carissimi, non potevamo dare avvio al nostro Cammino sinodale se non nell’ascolto della Parola e nella preghiera. Non siamo un’azienda che mette mano alla sua riorganizzazione, dove decisive sarebbero alcune competenze di carattere progettuale. Siamo una Chiesa, comunità di discepoli del Signore, che si interroga su come essere maggiormente fedele a Lui e alla vocazione cristiana, su quale volto dare a questa Chiesa, su quali priorità deve assumere la missione; e allora diventa decisivo, prima di ogni altra cosa, il farci uditori attenti di quella Parola che ci fa comprendere ciò che da soli non potremmo mai riconoscere".

Ha proseguito mons. Gardin, riferendosi al brano della prima Lettera ai Tessalonicesi appena letto: “Ci viene spontaneo domandarci: ma siamo una Chiesa che davvero, nel suo insieme, risponde alla chiamata? Che ne è di questi oltre 800 mila battezzati? Noi non rinunciamo a prendere atto dei tanti cambiamenti avvenuti in poco tempo nella nostra Chiesa, che ci fanno registrare, per esempio, un ridursi del numero dei praticanti o una certa difficoltà a trasmettere la fede; né mancano in noi domande che possono inquietarci guardando al futuro. Sappiamo tuttavia che il giudizio su chi è vicino o lontano dal Regno di Dio (cf. Mc 12,34), spetta solo al Signore. Cogliamo, in ogni caso, il forte invito che scaturisce ancora dalle parole ascoltate da Paolo: «Come Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo così noi lo annunciamo» (1Tess 2,4). Non vogliamo stancarci di conoscere e di far conoscere Gesù Cristo".

Proseguendo, il Vescovo ha commentato il brano dei Discepoli di Emmaus, dicendo tra l'altro: "Abbiamo bisogno di far sì che la nostra vita (personale e comunitaria) si lasci illuminare dalla parola di Gesù, con la certezza che Lui ci cammina accanto e ci libera dalle miopie e stoltezze del pensare “secondo gli uomini”. E ci dice anche che la Chiesa deve farsi fratello-sorella che cammina accanto, che si affianca alle solitudini, alle delusioni, alle speranze infrante, alle esistenze ferite, alle amarezze profonde di tante persone adulte".

I circa 270 membri dell'assemblea sinodale, al termine della celebrazione hanno ritirato il materiale (la lettera del vescovo e il primo strumento di lavoro), sul quale lavoreranno a livello personale in vista della prima assemblea che si terrà nella mattinata di sabato 18 febbraio.

Clicca qui per andare all'intervento integrale di mons. Gardin.

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