Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Scoperto in Seminario un archivio "parlante" della generosità
La Giornata per il Seminario del 20 novembre sarà anche quest’anno l’occasione per sostenere economicamente il percorso di formazione di tanti giovani. Come hanno fatto, in tempi più difficili di oggi, generazioni di sacerdoti e di laici, con offerte, donazioni e lasciti
Succede spesso che nelle soffitte delle nostre case, dove i nostri nonni e bisnonni hanno vissuto, troviamo negli antichi bauli i loro ricordi fatti di fotografie, oggetti della loro fanciullezza, regali di matrimonio, abiti stile Novecento oggi tanto ricercati, documenti delle proprietà acquisite nel tempo. Così anche in Seminario, frugando in un vecchio locale la cui polvere e ragnatele testimoniano il lungo tempo passato, ho trovato tanti documenti a testimonianza del bene che tante persone hanno fatto per questo Istituto formativo. Si tratta di vecchi atti notarili dove diverse persone hanno disposto che i loro beni mobili e immobili venissero donati al Seminario, affinché i giovani in cammino verso il sacerdozio potessero essere sostenuti nello studio. Così, il desiderio di scoprire come il Seminario Vescovile ha vissuto prima e dopo il secondo conflitto mondiale, mi ha portato ad approfondire la materia, per scoprire come ha potuto continuare a formare sacerdoti, quando le difficoltà economiche erano certamente peggiori di quelle che viviamo oggi.
Armato quindi di guanti, mascherina, scopa e lente di ingrandimento, ho cominciato a riesumare le vecchie carte, riscoprendo la bella scrittura dei vecchi amanuensi a servizio dei notai che avevano redatto gli atti di donazione o i lasciti ereditari. E giorno dopo giorno, dopo mesi di accurate ricerche, è emerso che prima della grande guerra e di quella del ’40-45 i laici battevano i preti in generosità. In particolare, le nubili e le vedove furono la spina dorsale affinché i futuri sacerdoti potessero studiare. Senza il loro aiuto la nostra Diocesi non avrebbe potuto godere del beneficio della presenza sacerdotale in tutte le parrocchie. Così ho anche capito il perché di tante spaziose canoniche, frutto di tanti sacrifici dei parrocchiani.
Dopo l’ultimo conflitto mondiale, pur essendo i laici sempre generosi nei loro lasciti, lo sono stati in forma più ridotta, e nel frattempo sono aumentate le testimonianze economiche dei preti. Che cosa è successo? Perché questa inversione di tendenza? Il cuore di laici e laiche si è atrofizzato? L’egoismo ha preso il sopravvento sulla generosità e sul desiderio di aiutare chi è in difficoltà? La risposta non si trova facilmente. A testimonianza della generosità passata, nell’ingresso principale del Seminario vi sono due grandi lapidi. Incuriosito anche da questa memoria visiva, mi sono soffermato a leggere i loro nomi: quante persone hanno voluto veramente bene al Seminario! Allora, a quelle domande, potremmo dare diverse risposte, ma rimane il fatto che oggi è raro vedere arrivare la lettera di un notaio che comunica che qualcuno, prete o laico, ha lasciato un’eredità al Seminario. Un invito a voi, carissimi amici, affinché all’archivio del Seminario possa aggiungersi il vostro nome, anche su quello lapideo, come testimonianza d’amore per aver donato qualcosa dei vostri beni per il sostegno di uno o più Seminaristi nel percorso verso il sacerdozio. Dio solo sa quanto ne abbiamo bisogno... Un ringraziamento particolare ai molti sacerdoti che hanno donato al Seminario quanto avevano dato qualche anno fa con l’iniziativa “prestito grazioso”: quasi tutti hanno lasciato quanto avevano prestato in un momento di particolare fatica. E un grazie di cuore per quanto farete per il vostro e nostro Seminario, perché il Seminario è di tutti.



