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Cartacarbone festival: Treviso che ama scrivere e leggere
CartaCarbone festival fa tredici e lo festeggia con 30 appuntamenti e oltre 50 ospiti, nelle giornate dal 23 al 25 ottobre a Treviso, con un’anteprima speciale legata alla Fiere di san Luca. Il festival letterario promosso dall’associazione culturale Nina Vola e curato dalla direttrice artistica Bruna Graziani, si conferma ancora una volta un punto di riferimento autorevole per la città che vorrebbe diventare Treviso Capitale italiana del libro 2027, nonostante le classifiche di vendita di libri non la pongano ai primissimi posti.
Un festival che, nelle intenzioni dei promotori, vuole continuare a essere gratuito (diversamente da scelte operate da altri simili appuntamenti), grazie al supporto di Banca delle Terre venete e altri sponsor, e che, anzi, mira alla presenza anche di autrici e autori stranieri, di cui già quest’anno si era parlato con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.
Venendo all’edizione di quest’anno, gli inconti saranno distribuiti in 5 luoghi: l’auditorium di Santa Caterina, l’auditorium Fondazione Cassamarca, il complesso di Santa Margherita del museo Collezione Salce, palazzo San Leonardo e la Sala dei Grani di Borgo Mazzini.
Ad anticipare il festival, come già scritto, martedì 20 ottobre, è “Cara Fiera ti scrivo”, evento realizzato in collaborazione con il Comune di Treviso e Pro loco Tarvisium, per festeggiare gli ottocento anni delle Fiere di san Luca, che dal 1226 rallegrano la città. Testimoni di generazioni diverse hanno scritto una lettera alla Fiera come si scrive a una persona cara. Emilio Lippi e Carolina Pupo, autori della prima storia completa sulle Fiere e sul quartiere in cui si svolgono, porteranno, invece, lo sguardo degli storici.
L’attualità internazionale è al centro di due letture complementari della crisi della democrazia occidentale per eccellenza, gli Stati Uniti: Francesco Costa, direttore del Post (venerdì 23 ottobre), con “Come se ne esce”, propone un itinerario americano per capire il Paese, la gente che ha scelto Trump, e le prospettive che si aprono ora, senza risparmiare critiche all’opposizione democratica. Antonio Caprarica (domenica 25 ottobre), giornalista, inviato per anni a Londra, firma con “Il bullo. Come Donald Trump ha distrutto l’Occidente” un ritratto dell’uomo Trump e della sua idea di potere, partendo dalla sua capacità di manipolare la realtà, per arrivare a porsi la domanda fondamentale: Donald Trump è un abile politico o un prepotente ciarlatano?
La memoria familiare è al centro dell’ultimo lavoro di Mauro Corona (domenica 25 ottobre): “Felice” è il titolo dell’opera e insieme il nome del fratello partito emigrante in Germania in cerca di fortuna e mai tornato. A quasi sessant’anni di distanza, l’autore trova il coraggio di misurarsi con la morte del fratello, mettendosi a nudo senza sconti.
La memoria con cui si confronta il protagonista di “Gli inascoltati”, di Diego Minonzio (domenica 25 ottobre), è il ricordo graffiante e amaro del tradimento del padre, che lo accompagna per tutta la vita; un passato segnato da un legame della stessa natura è anche il tema di “Come sorelle” di Elisa Bellero (sabato 24 ottobre): Teresa ha vissuto come un tradimento l’allontanamento della cugina Ester, che da inseparabile compagna d’infanzia si era legata a un’altra figura materna, lasciandola sola.
In “La vendetta è un ballo in maschera”, Francesca Crescentini, sui social @tegamini (venerdì 23 ottobre), ripercorre la storia esemplare di vendetta e riscatto del Conte di Montecristo per indagare cosa accade quando pretendiamo un risarcimento ai disastri che ci toccano, e si chiede se l’allegria non possa essere la migliore delle vendette; “La misura del vento” di Nicola De Cilia (domenica 25 ottobre) propone un racconto ambientato tra Italia e Scozia e filtrato dalla memoria dei protagonisti. Sul piano della storia collettiva come sfondo a quella personale si sviluppano invece “La bambina del miracolo” di Myrta Merlino (sabato 24 ottobre), che segue le tracce della vita della madre, la sinologa Annamaria Palermo, condotta all’insegna di emozioni vissute fino in fondo, attraverso la Napoli del dopoguerra, il Sessantotto, la Cina e gli anni Ottanta a New York; “Santa Barbara” di Nicola Lagioia (domenica 25 ottobre) ci narra, attraverso le vicende di due famiglie, mezzo secolo di storia; “Mezé, miracoli e disastri” di Maradona Youssef” (domenica 25 ottobre), ci porta nel Libano degli anni Ottanta, con le bombe, i posti di blocco, e la cucina vissuta come luogo della pace.
Simona Vinci in “Madonna di rabbia” (sabato 24 ottobre) racconta la maternità da un punto di vista scomodo. Sabato 24 ottobre il festival rende omaggio a Francesco Guccini, ospite di CartaCarbone nel 2024 e mancato lo scorso 4 agosto: un appuntamento che esplora i simboli di Guccini attraverso i suoi romanzi e la poesia dei suoi testi.
Per il programma completo, in particolare per gli appuntamenti con i giovani, e tutti gli aggiornamenti, è possibile consultare il sito e i social di CartaCarbone festival.



