Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
Premiata una speranza senza responsabilità
E’ il giudizio di Giuseppe Goisis, filosofo veneziano, già docente di Filosofia della Politica a Ca’ Foscari e oggi, tra l’altro, insegnante nel Seminario patriarcale. “Negli States ha prevalso lo slancio di una speranza senza fondamenti - spiega l’intellettuale veneziano -. Non ci si è chiesti cosa succederà con Trump, ma si è certi che qualcosa cambierà”.
“Gli statunitensi hanno eletto una speranza senza responsabilità”. E’ il giudizio di Giuseppe Goisis, filosofo veneziano, già docente di Filosofia della Politica a Ca’ Foscari e oggi, tra l’altro, insegnante nel Seminario patriarcale. “Negli States ha prevalso lo slancio di una speranza senza fondamenti - spiega l’intellettuale veneziano -. Non ci si è chiesti cosa succederà con Trump, ma si è certi che qualcosa cambierà”.
Ha prevalso, insomma, il desiderio di cambiare, comunque. “Trump ha cavalcato con sagacia questo desiderio di fondo della società americana. Lo ha fatto attraverso slogan accorti, facendo ricadere su Hillary l’impressione di essere elemento di continuità, quella continuità che metà abbondante degli americani non vuole”. Trump ha vinto con “slogan semplicistici ma molto efficaci: «Far ritornare grande l’America», un obiettivo probabilmente non realizzabile, ma che è bastato evocare. E’ emerso, insomma, lo scontento dell’America profonda, il grande malessere innervato negli strati medio-bassi della società: gli agricoltori degli Stati più poveri, che rappresentano le viscere degli Usa, con forti componenti religiose evangeliche; la classe operaia che ha fatto un salto da Carlo Marx a Donald Trump, passando dall’utopia di sinistra a quella di destra; e i minatori che nei progetti ambientalisti di Obama e Clinton hanno visto chiuse le proprie prospettive di lavoro; oltre al ceto medio bianco che ha paura di essere scalzato dai latinos”. Trump ha inoltre «vinto contro tutti»: “Ha vinto contro il clan Bush, che aveva dichiarato di non volerlo sostenere, e contro le teste sapienti del partito repubblicano”. In effetti ha prevalso la forma: “Grossolano e brillante, carattere macho e fisico travolgente. La gente, piuttosto che valutare i programmi, è stata colpita da questa fisicità e dalla sua promessa, fatta solo di parole, di fare nuovo tutto”. Trump ha insomma regalato un domani agli americani: “Gli americani hanno talmente bisogno del futuro che, anche se in Trump lo hanno percepito come illusorio, hanno scelto di aggrapparsi ad esso piuttosto che rimanere nelle contraddizioni del presente”. (Giorgio Malavasi)



